Con gli occhiali Ray-Ban Meta modificati, chiunque può sentirsi un po’ agente segreto. Gli smart glasses nati dalla collaborazione tra Meta e EssilorLuxottica hanno fatto centro sul mercato, riuscendo dove altri colossi tech ancora arrancano. I numeri parlano chiaro: 7 milioni di paia vendute solo nel corso del 2025. Ma proprio questo successo ha finito per attirare l’attenzione di una community sotterranea di smanettoni, gente che adesso sta mettendo le mani su uno dei pilastri della sicurezza del dispositivo.
Come funziona la modifica agli occhiali smart
Diciamolo, con il riferimento a James Bond forse abbiamo calcato un po’ la mano. Però è anche vero che queste montature, già così come escono dalla fabbrica, permettono un’integrazione con l’AI piuttosto spinta, tanto da farti sentire un incrocio tra l’agente 007 e Tony Stark. E adesso, con una spesa davvero minima, c’è chi punta a eliminare l’ultimo ostacolo hardware rimasto.
Si parla di cifre entro i 100 euro. Alcuni tecnici, per ora soltanto negli Stati Uniti, intervengono fisicamente sulla montatura per disattivare quel piccolo LED bianco che si trova sul fronte degli occhiali. Un dettaglio che sembra insignificante, ma non lo è affatto. Quella spia ha un compito preciso: lampeggia ogni volta che parte una registrazione video, avvisando chi sta intorno che la telecamera è attiva. In altre parole, è lì per proteggere la privacy delle persone che ti capitano davanti.
Perché non è una modifica per tutti
Non pensiate però che sia roba da fai-da-te improvvisato. Il software sviluppato da Meta è stato pensato apposta per andare in blocco quando rileva coperture esterne grossolane. Provate a piazzare un pezzo di nastro adesivo sopra il LED, oppure un bollino nero, e il sistema se ne accorge subito, mandando tutto in stallo. Una protezione studiata per scoraggiare i tentativi più banali.
Ed è qui che i modder tirano fuori il loro asso nella manica. Per aggirare questo controllo non bastano i trucchetti casalinghi, serve un approccio più radicale: intervengono direttamente sull’hardware, smontando e modificando la struttura fisica degli occhiali. Un metodo drastico, certo, ma a quanto pare efficace nel disattivare la spia luminosa senza far scattare i blocchi di sicurezza.
