Il mercato PC sta vivendo un momento curioso, quasi paradossale. Mentre i prezzi della RAM continuano a salire in modo impressionante, le spedizioni globali di computer nel primo trimestre del 2026 sono aumentate. Il motivo? Una corsa agli acquisti dettata da due fattori che si sono sommati nello stesso periodo, creando una finestra di domanda tutt’altro che scontata.
Stando ai dati raccolti da Counterpoint Research, tra gennaio e marzo 2026 sono stati spediti circa 63,3 milioni di PC, con una crescita del 3,2% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Un numero che colpisce, soprattutto se messo accanto al dato sull’aumento del prezzo della DRAM, salito del 110% nello stesso periodo. Eppure i consumatori hanno comprato, e lo hanno fatto in fretta. La logica è semplice: meglio acquistare adesso, prima che i listini salgano ancora. Una sorta di corsa preventiva, alimentata dalla consapevolezza che nei mesi successivi la situazione non sarebbe migliorata.
A spingere ulteriormente questa ondata di acquisti c’è stato un altro elemento tutt’altro che trascurabile: l’abbandono di Windows 10 da parte di Microsoft. Tantissimi utenti si sono ritrovati con un computer vecchio, non compatibile con Windows 11, e hanno deciso di fare il salto. Considerando che sul 40% dei PC a livello globale risulta ancora installato Windows 10, è ragionevole pensare che questa spinta continuerà anche nei prossimi mesi, attenuando eventuali cali delle spedizioni.
Chi vince e chi perde tra i produttori
Guardando ai singoli brand, i risultati sono piuttosto eterogenei. ASUS ha messo a segno la crescita più convincente, con un +20% rispetto al primo trimestre del 2025. Il merito va a un catalogo di notebook molto ampio, capace di coprire ogni fascia di prezzo e intercettare una fetta larga di pubblico. Anche Apple ha registrato numeri positivi, con un +11%, e il dato è ancora più notevole se si considera che i nuovi MacBook sono arrivati nei negozi solo l’11 marzo, lasciando pochissimi giorni utili per incidere sulle vendite del trimestre. Bene anche Lenovo, cresciuta del 9%, e Dell, che ha segnato un +8%. L’unica nota stonata nella top 5 mondiale è HP, che ha perso il 5%, pur mantenendo la seconda posizione nella classifica globale delle spedizioni.
Prezzi della RAM: nessun sollievo in vista
Se qualcuno sperava in un rientro rapido dei prezzi della RAM, le prospettive non sono incoraggianti. Per il secondo trimestre del 2026 è previsto un ulteriore incremento del 56% sul prezzo della DRAM. E guardando ancora più avanti, la situazione non cambia granché: secondo fonti asiatiche riportate da Nikkei Asia, la scarsa disponibilità di memoria potrebbe durare addirittura fino al 2030. Nuove fabbriche sono in costruzione, questo sì, ma la produzione vera e propria non partirà prima della fine del 2027.
Nel frattempo, anche i prezzi della memoria NAND per SSD continuano a salire, rendendo il costo complessivo di un nuovo PC sensibilmente più alto rispetto a un anno fa. Eppure, almeno per ora, la domanda tiene. La combinazione tra il fattore “acquisto preventivo” e la necessità di abbandonare Windows 10 sta funzionando come una doppia spinta che sostiene il mercato PC, nonostante tutto. Il 40% di computer ancora fermi a Windows 10 rappresenta un bacino enorme di potenziali aggiornamenti che potrebbe continuare ad alimentare le vendite nei trimestri a venire.