Prezzi carburanti in leggero calo sulla rete ordinaria: dopo settimane di rincari consecutivi, chi deve fare il pieno può tirare un sospiro di sollievo, anche se piuttosto contenuto. Stando al rilevamento quotidiano del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), nella giornata del 27 maggio 2025 sia la benzina che il diesel hanno registrato una piccola flessione nei distributori lungo la rete stradale. La verde è scesa a 1,965 euro al litro, con un calo di 3 millesimi, mentre il gasolio si è portato a 2,052 euro al litro dopo aver toccato il giorno prima il picco di 2,057 euro al litro, perdendo 5 millesimi. A contribuire alla discesa del diesel anche la riduzione dello sconto sulle accise. Situazione diversa, però, per chi viaggia in autostrada: lì la benzina è salita di 2 millesimi fino a 2,062 euro al litro, mentre il gasolio è calato a 2,137 euro al litro, sempre con un meno 5 millesimi.
La situazione regione per regione
Guardando al quadro regionale, il panorama dei prezzi carburanti è abbastanza omogeneo, con una discesa diffusa un po’ ovunque. L’unica eccezione è rappresentata da Bolzano, dove la benzina è rimasta stabile a 2,002 euro al litro ma il diesel è salito di quasi un centesimo, con un aumento di 9 millesimi fino a 2,095 euro al litro. Nel resto della penisola, i cali più significativi sul gasolio si sono registrati in Umbria e Liguria, entrambe con meno 8 millesimi. Per la benzina, il prezzo più basso in assoluto spetta alle Marche, dove un litro di verde costa 1,949 euro, mentre il calo più marcato sulla benzina è stato rilevato in Piemonte con 5 millesimi in meno.
Per quanto riguarda i carburanti alternativi, anche qui ci sono oscillazioni interessanti. Il GPL va da un minimo di 0,768 euro al litro in Campania fino a 0,899 euro al litro in Valle d’Aosta, con il prezzo autostradale che arriva a 0,911 euro al litro. Il metano, invece, si muove in una forbice che parte da 1,481 euro al chilo in Molise e tocca 1,821 euro al chilo in Sicilia.
Cali minimi dopo rincari pesanti
Bisogna essere onesti: parliamo di flessioni davvero contenute. Il calo dei prezzi carburanti di questi giorni arriva dopo aumenti che erano stati decisamente più corposi, e il livello attuale resta comunque elevato rispetto alla media storica. A rendere il pieno particolarmente salato per gli automobilisti italiani, più che nel resto d’Europa, è soprattutto il peso della componente fiscale. Accise e IVA, sommate insieme, rappresentano oltre il 55% del prezzo finale che si paga alla pompa. Un dato che continua a pesare in modo strutturale su benzina e diesel, indipendentemente dalle oscillazioni di mercato della materia prima.