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Polpi usano lo specchio: l’incredibile scoperta che li avvicina ai vertebrati

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I polpi hanno appena dimostrato qualcosa che, fino a poco fa, sembrava riservato solo agli animali con la spina dorsale. Tre esemplari di Octopus bimaculoides, allevati in un laboratorio universitario, sono riusciti a usare uno specchio per capire dove si trovasse il loro cibo. E non è un dettaglio da poco, perché parliamo di una capacità mai vista prima in un invertebrato.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

La scena, raccontata dagli scienziati dell’Octopus Lab del Dartmouth College, è di quelle che fanno alzare il sopracciglio anche ai più scettici. Davanti a questi polpi è stato posizionato un granchio, la loro preda preferita, visibile però soltanto attraverso il riflesso di uno specchio. In pratica l’animale non poteva vedere direttamente il bersaglio: doveva interpretare l’immagine riflessa e capire da che parte muoversi.

E qui arriva il dato che conta davvero. Nel 73% dei casi i tre Octopus bimaculoides hanno scelto il lato corretto per raggiungere il granchio. Non un colpo di fortuna, insomma, ma una percentuale che lascia pensare a un ragionamento vero e proprio dietro la scelta. Capire che quel granchio non era lì dove sembrava, ma da un’altra parte, richiede un livello di elaborazione mentale niente male.

Perché è una svolta per lo studio degli animali

Fino a oggi, l’abilità di usare un specchio per orientarsi nello spazio era stata documentata solo in alcuni vertebrati. Stiamo parlando di mammiferi e uccelli, animali che da sempre consideriamo tra i più svegli del regno animale. Trovare la stessa capacità in un mollusco, un essere senza ossa e con un sistema nervoso costruito in modo completamente diverso dal nostro, cambia parecchio le carte in tavola.

I polpi, del resto, non sono nuovi a sorprese di questo tipo. Sono creature famose per la loro intelligenza fuori dal comune, capaci di aprire barattoli, fuggire da vasche apparentemente sigillate e risolvere piccoli rompicapo. Ma questa volta il discorso si fa più sottile. Saper sfruttare un riflesso per individuare qualcosa che non si vede direttamente significa avere una rappresentazione dello spazio circostante piuttosto raffinata.

Quello che colpisce è proprio la prima volta. Mai prima d’ora un invertebrato aveva mostrato di saper usare un riflesso per muoversi nell’ambiente e trovare la preda. È un piccolo enigma risolto, sì, ma con implicazioni grandi su come pensiamo all’intelligenza animale e su quanto poco, forse, ancora la conosciamo.

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