Guidare con i pneumatici sgonfi può far lievitare i consumi di carburante fino al 10%, un dato che spesso passa inosservato ma che incide eccome sulle spese di chi si mette al volante ogni giorno. Una pressione non corretta non è soltanto una questione di sicurezza, anche se quella resta centrale, ma diventa un fattore che alla lunga svuota il serbatoio più in fretta e, di riflesso, anche il conto in banca.
Il meccanismo è abbastanza semplice da capire. Quando la pressione scende sotto i valori indicati dal costruttore, la superficie di gomma a contatto con l’asfalto aumenta. Più gomma sull’asfalto significa più attrito, e più attrito vuol dire che il motore deve lavorare di più per mantenere la stessa velocità. Risultato: si brucia carburante in eccesso senza nemmeno accorgersene, chilometro dopo chilometro.
Quel 10% in più che nessuno nota subito
Il problema dei pneumatici sgonfi sta proprio nella sua natura silenziosa. Una gomma leggermente sotto pressione non sempre si vede a occhio nudo, eppure basta una differenza minima rispetto ai valori consigliati per far salire i consumi in modo sensibile. E quel 10%, su base annua, si traduce in litri e litri di benzina o diesel buttati via inutilmente.
C’è poi un altro aspetto che vale la pena sottolineare. Pneumatici con la pressione sbagliata si usurano in modo irregolare e più rapidamente, costringendo a sostituirli prima del previsto. Quindi non parliamo solo di carburante sprecato, ma anche di un costo aggiuntivo legato all’usura anticipata delle gomme. Due voci di spesa che si sommano e che potrebbero essere evitate con poca attenzione.
Controllare la pressione, gesto banale ma decisivo
La buona notizia è che il rimedio costa pochissimo, anzi quasi nulla. Verificare con regolarità la pressione delle gomme è una di quelle abitudini che richiede qualche minuto e che ripaga abbondantemente. Le indicazioni sui valori corretti si trovano facilmente, di solito sul montante della portiera lato guidatore oppure nel libretto di uso e manutenzione del veicolo.