Chi sperava che Bruxelles potesse intervenire per costringere Sony a mantenere in vita i giochi PlayStation su disco fisico dovrà rassegnarsi. L’Unione europea ha ammesso apertamente di non avere alcuno strumento per obbligare l’azienda giapponese a continuare la vendita dei titoli su supporto ottico. Un colpo per tutti quei giocatori che immaginavano un intervento dall’alto, magari una regola comunitaria capace di frenare la corsa verso il tutto digitale.
La faccenda tocca un nervo scoperto. Da anni il mondo dei videogiochi si sta spostando verso il download e lo streaming, e il disco appare sempre più come un oggetto del passato. C’è però una fetta consistente di appassionati che continua a preferire la copia fisica, per collezionismo, per la possibilità di rivendere un gioco usato oppure semplicemente per avere qualcosa di tangibile tra le mani. Proprio queste persone avevano guardato all’Unione europea come a un possibile alleato.
Nessun appiglio legale per fermare Sony
Il punto è che le istituzioni comunitarie, per quanto abbiano dimostrato più volte di saper mettere in riga i grandi gruppi tecnologici, in questo caso non trovano appigli. Non esiste una norma che imponga a un produttore di vendere i propri prodotti su un formato specifico. Sony resta quindi libera di scegliere come distribuire i suoi giochi PlayStation, che sia su disco, in download o attraverso i servizi in abbonamento.
Questa libertà commerciale, per quanto scomoda per una parte del pubblico, è del tutto legittima. Nessuno può costringere un’azienda a produrre e vendere qualcosa che non rientra più nella sua strategia. E la direzione presa dal colosso giapponese, come del resto da buona parte del settore, sembra piuttosto chiara. Il disco fisico perde terreno anno dopo anno, mentre le vendite digitali crescono in maniera costante. Per i giocatori europei significa non poter contare su un intervento normativo che ribalti la tendenza. Le lamentele, per quanto numerose e comprensibili, non bastano a smuovere una situazione che ha radici nelle scelte di mercato e nelle abitudini di consumo ormai consolidate. Chi ama la copia fisica si trova quindi in una posizione delicata, senza uno scudo istituzionale a cui appigliarsi.
Il futuro sempre più digitale del gaming
La vicenda mette in luce un cambiamento profondo nel modo in cui i videogiochi arrivano nelle case delle persone. Le console più recenti spingono con decisione verso il digitale, tanto che alcune versioni vengono proposte addirittura prive del lettore ottico. Una scelta che, di fatto, riduce ancora di più lo spazio per il disco tradizionale.
Sony sta seguendo la corrente, e l’assenza di vincoli europei le lascia mano libera. La possibilità di eliminare progressivamente i giochi su supporto ottico rientra in una logica di riduzione dei costi di produzione e distribuzione, oltre che di controllo più diretto sul rapporto con l’utente finale. Il download permette infatti di gestire meglio prezzi, promozioni e catalogo.