Un pesce bionico che nuota in acquario come se fosse vivo, con movimenti fluidi e una pelle in silicone che replica fedelmente l’aspetto dell’originale. Non è fantascienza, sta già succedendo. Il protagonista di questa storia è l’arowana, un pesce d’acqua dolce piuttosto noto nel sud-est asiatico: onnivoro, capace di superare il metro di lunghezza e molto apprezzato a scopo decorativo negli acquari dell’estremo Oriente. Il problema è che un animale del genere ha bisogno di spazi enormi per muoversi, eppure finisce spesso rinchiuso in vasche per pura estetica. Ecco perché la sua controparte robotica potrebbe avere più senso di quanto si pensi.
Il nome completo del progetto è Jinlin Intelligent Soft-Bodied Bionic Arowana, e parliamo di qualcosa che va ben oltre i precedenti tentativi di creare pesci robot. La differenza principale sta nella qualità della replica: distinguerlo da un arowana reale è davvero complicato. La pelle morbida in silicone, stampata in un unico pezzo, conferisce al corpo un aspetto naturale che, unito al movimento perfettamente fluido, inganna anche un occhio attento. Il pesce bionico è in grado di adattarsi a diversi scenari acquatici e può funzionare in completa autonomia oppure essere controllato da remoto grazie a una serie di sensori integrati.
Non solo acquari: gli usi possibili dell’arowana bionico
Chi pensa che un pesce robot serva solo a decorare un salotto si sbaglia di grosso. Le applicazioni previste per questo arowana bionico spaziano dall’intrattenimento alla ricerca scientifica, passando per la fotografia e le riprese subacquee. Ed è proprio quest’ultimo ambito a risultare particolarmente interessante: poter disporre di un dispositivo che si muove sott’acqua in modo naturale, senza destare sospetti nella fauna circostante, apre scenari notevoli per documentaristi e biologi marini.
C’è poi l’aspetto della sostenibilità. Sostituire un arowana vivo con la versione robotica significa evitare lo sfruttamento dei pesci ornamentali e ridurre il consumo di risorse naturali legate al loro allevamento e trasporto. Non è un dettaglio da poco, considerando quanto sia diffuso il commercio di pesci esotici in certe aree del mondo.
Caratteristiche tecniche e prezzo del pesce bionico
Sul piano delle specifiche, il pesce bionico non delude. Pesa 3,8 kg, può immergersi fino a 20 metri di profondità e raggiunge una velocità massima di un nodo, che corrisponde a circa 1,85 km/h. La batteria integrata garantisce un’autonomia di 12 ore, un valore che consente sessioni prolungate sia in acquario che in ambienti naturali, senza doversi preoccupare di ricariche continue.
