Il motivo per cui il cielo è blu e al tramonto vira verso il rosso non ha nulla a che vedere con il riflesso dei mari o dei laghi, e nemmeno con qualche gioco della vista. È una questione che riguarda la natura stessa della luce solare, quella che ogni giorno arriva fino a noi dopo aver attraversato milioni di chilometri di vuoto. La spiegazione sta tutta nella fisica, e serve davvero poco per capirla.
La luce bianca che in realtà non è bianca
Guardando il Sole verrebbe da dire che la sua luce sia bianca. Non è così. Quella che percepiamo come una tinta uniforme è in verità la somma di tutte le lunghezze d’onda visibili messe insieme. Rosso, arancione, giallo, verde, blu, violetto: tutti questi colori viaggiano affiancati mentre attraversano lo spazio, e finché restano nel vuoto nulla li separa. Se ne stanno lì, compatti, indistinguibili gli uni dagli altri.
Il cambiamento avviene nel momento in cui questo fascio incontra un ostacolo. E quell’ostacolo, per la luce del Sole, è l’atmosfera terrestre. È proprio lì, tra i gas e le particelle che avvolgono il pianeta, che i colori cominciano a comportarsi in modo diverso l’uno dall’altro. Alcuni proseguono quasi indisturbati, altri vengono deviati con molta più facilità. Ed è da questa differenza che nasce tutto.
Perché i colori si separano nell’atmosfera
Le diverse lunghezze d’onda che compongono la luce solare non reagiscono allo stesso modo quando incontrano le molecole dell’aria. Quelle più corte, che corrispondono ai toni del blu e del violetto, vengono disperse in ogni direzione molto più intensamente rispetto a quelle lunghe, associate al rosso e all’arancione. Questo fenomeno di dispersione è la chiave di tutto, ed è ciò che dipinge il cielo del colore che conosciamo.
Durante il giorno, quando il Sole si trova alto sopra le nostre teste, la sua luce attraversa uno strato d’atmosfera relativamente sottile. Il blu viene sparpagliato in tutte le direzioni e riempie la volta celeste, arrivando ai nostri occhi da ogni angolazione. Ecco spiegato quel colore così familiare che accompagna le giornate limpide.
Le cose cambiano quando arriva il tramonto. In quel momento il Sole è basso sull’orizzonte e la sua luce deve percorrere un tragitto molto più lungo dentro l’atmosfera prima di raggiungerci. Lungo questo cammino allungato, le componenti blu e violette vengono disperse così tanto da uscire quasi del tutto di scena. A restare in campo sono le lunghezze d’onda lunghe, quelle rosse e arancioni, che riescono ad attraversare l’aria e a colorare il cielo di quelle tonalità calde tipiche delle ore serali.
È lo stesso meccanismo, dunque, a produrre due risultati apparentemente opposti. Cambia soltanto la quantità di atmosfera che la luce deve attraversare per arrivare fino a chi osserva. Di giorno il percorso è breve e vince il blu, di sera il tragitto si allunga e prendono il sopravvento i toni del rosso.