Il ritorno di Pebble sul mercato degli smartwatch si sta rivelando molto più accidentato del previsto, con il nuovo Time 2 che arriva nelle mani dei clienti carico di difetti tra display che si crepano al minimo urto e pulsanti che si staccano dalla cassa. Presentato ufficialmente lo scorso agosto con una cassa in acciaio inossidabile e un design curato, questo modello è arrivato sul mercato a EUR 197, circa 205 euro, ma tra scarso controllo qualità e una garanzia che copre soltanto 30 giorni il quadro è tutt’altro che rassicurante.
Un lancio già segnato dai ritardi che ora si complica
Eric Migicovsky, il fondatore storico del marchio, aveva annunciato nella primavera del 2025 che Pebble 2 Duo e Time 2 avrebbero ripreso il discorso interrotto dopo il fallimento del dicembre 2016. A gennaio era poi arrivato l’annuncio del Pebble Round 2, erede del vecchio Pebble Round, con promesse importanti: un display molto più grande e un’autonomia che tocca i 14 giorni.
Le cose però non sono andate lisce. Per via di problemi di produzione, la spedizione del Round 2 ha accumulato altri ritardi. L’inizio della produzione è ora previsto per luglio, invece che a maggio come dichiarato all’inizio, e l’azienda non ha comunicato nulla ai clienti da settimane. Nel frattempo il Time 2 sta già raggiungendo gli acquirenti, che però si trovano davanti a guai concreti. Su Reddit ci sono utenti che quasi ogni giorno pubblicano foto dello schermo del proprio orologio ridotto in mille crepe.
Schermi e pulsanti troppo fragili: la questione del controllo qualità
Stando alle segnalazioni, il display si rompe anche con urti leggeri. La causa, almeno in parte, sarebbe il vetro che sporge un pochino dalla cornice metallica, lasciando così il bordo più esposto senza alcuna protezione. Qualcuno ha già reagito a modo suo, stampando custodie protettive fai da te con la stampante 3D, ma dall’azienda non è ancora arrivata una risposta pubblica né una soluzione ufficiale.
A peggiorare le cose c’è la questione della garanzia, ferma appena a 30 giorni. Va detto che almeno alcuni clienti raccontano di aver ottenuto una sostituzione gratuita per l’orologio con lo schermo crepato, a patto che il difetto si sia palesato entro quel breve arco di tempo.
Poi c’è il problema dei pulsanti fisici, che colpisce soprattutto il più economico Pebble 2 Duo ma in parte tocca anche il Time 2: semplicemente si staccano dall’orologio. Uno smontaggio pubblicato dal team di iFixit lascia intendere che si tratti di un difetto di controllo qualità. Nell’esemplare di Time 2 esaminato, a uno dei quattro pulsanti mancava proprio la clip che avrebbe dovuto tenerlo agganciato dentro la cassa. Almeno in questo caso la riparazione risulta abbastanza semplice.
Un altro dettaglio fastidioso riguarda la batteria. Nonostante il retro del Time 2 sia fissato con viti facilmente rimovibili, la batteria è saldata direttamente alla scheda madre, cosa che complica parecchio una sua eventuale sostituzione, un po’ un controsenso per un dispositivo pensato sulla carta per essere riparabile. Ed è qui il paradosso più amaro di tutta la faccenda. Pebble è tornata proprio cavalcando la nostalgia per un prodotto semplice, affidabile e senza fronzoli, quello che aveva reso celebre il marchio prima della chiusura del 2016. Vetro che si crepa al primo colpo e pulsanti privi della clip di fissaggio sono esattamente il genere di problemi che la community sperava di essersi messa alle spalle con questo ritorno tanto atteso. E di certo non tranquillizzano chi ha già preordinato pure il Round 2, ancora fermo in attesa di una produzione che continua a slittare.