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Paul Bettany non ha alcuna intenzione di unirsi al coro degli attori che si lamentano dei costumi da supereroe. L’interprete di Visione riconosce senza giri di parole che indossare quelle tute sia tutt’altro che piacevole, ma sostiene che il compenso ripaghi ampiamente ogni fatica. La sua posizione si riassume in una frase piuttosto diretta: “Mi pagano per soffrire, il costume di Visione è scomodissimo”. Un modo schietto per rimettere le cose in prospettiva, senza drammi e senza falsa modestia.
Il prezzo di vestire i panni di un supereroe
Chi guarda un film di supereroi vede soprattutto il risultato finale, cioè personaggi impeccabili e scene spettacolari. Dietro quell’immagine però c’è un lato meno glamour, che riguarda proprio gli abiti di scena. I costumi scomodi sono una realtà con cui molti interpreti devono fare i conti, e infilarsi in quelle tenute non è esattamente un momento di relax. Essere un eroe sul grande schermo, insomma, non coincide sempre con una passeggiata.
Su questo punto Bettany non nega nulla. Anzi, ammette apertamente che il costume del suo personaggio sia tra i più fastidiosi da portare. La differenza rispetto ad altri colleghi sta nel modo in cui sceglie di raccontare questa esperienza. Invece di trasformare il disagio in una lamentela, lo inquadra come una parte del mestiere, una componente prevista e accettata fin dall’inizio.
Perché l’attore di Visione non vuole lamentarsi
Il ragionamento dell’attore è semplice e, a modo suo, molto concreto. Interpretare un personaggio come Visione viene considerato da lui un vero privilegio, e proprio per questo non ritiene giusto protestare per qualche ora trascorsa dentro una tuta poco confortevole. La fatica fisica esiste, nessuno lo mette in dubbio, ma viene bilanciata da quello che il ruolo offre in cambio.
Il riferimento alla retribuzione è il cuore del discorso. Secondo Paul Bettany il compenso giustifica ogni sforzo legato al costume, e la sua battuta sul fatto di essere pagato per soffrire va letta esattamente in questa chiave. Non c’è ironia amara nelle sue parole, piuttosto una consapevolezza lucida di cosa significhi lavorare in produzioni di questo tipo e di quali siano le condizioni che si accettano firmando un contratto.
La presa di posizione arriva come una risposta implicita a chi, nello stesso ambiente, tende a sottolineare soprattutto gli aspetti negativi di questi ruoli. Bettany non punta il dito contro nessuno in particolare, ma il messaggio risulta chiaro. Il disagio del costume di Visione è reale, la scomodità pure, eppure tutto questo fa parte del pacchetto. Lamentarsene, dal suo punto di vista, significherebbe perdere di vista la fortuna di poter dare volto a un personaggio così.
Le sue parole restituiscono l’immagine di un interprete che conosce bene i pro e i contro del proprio lavoro. Da una parte ci sono tute rigide e poco pratiche, dall’altra un ruolo che considera prezioso e una paga che, a suo dire, rende sopportabile ogni scomodità. Per Paul Bettany il bilancio pende nettamente da un lato, e il fastidio di indossare quel costume non basta a fargli cambiare idea sul valore di interpretare Visione.
Fonte: TecnoAndroid


