Per la prima volta in assoluto, uno dei celebri papiri di Ercolano è stato letto dall’inizio alla fine, senza che nessuno abbia dovuto srotolarlo. Un risultato che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, considerando le condizioni di questi reperti carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio. I rotoli del Vesuvio, come vengono chiamati, erano rimasti muti per circa duemila anni, e adesso qualcuno è finalmente riuscito a leggerne uno per intero.
Va detto che parliamo di oggetti estremamente fragili. Questi papiri carbonizzati vennero investiti dal calore e dai materiali dell’eruzione, trasformandosi in blocchi anneriti che al minimo tentativo di apertura rischiavano di sbriciolarsi. Per decenni gli studiosi hanno cercato un modo per accedere al loro contenuto senza distruggerli, e ogni prova di srotolamento fisico si era rivelata un vicolo cieco. Il fatto che oggi si possa parlare di una lettura completa cambia radicalmente le prospettive.
Una lettura completa senza aprire il rotolo
L’aspetto più sorprendente è proprio questo, la lettura è avvenuta senza aprire il rotolo. Nessuna forzatura, nessun taglio, il papiro è rimasto intatto mentre il suo testo veniva recuperato dal principio alla fine. È la prima volta che accade con uno di questi manoscritti antichi, e proprio per questo il traguardo assume un peso particolare per chi studia il mondo classico.
Questi reperti provengono da Ercolano, l’antica città seppellita insieme a Pompei durante l’eruzione del Vesuvio. I documenti conservati al loro interno rappresentano una finestra rara sul pensiero e sulla cultura dell’epoca, e la possibilità di leggerli integralmente apre scenari che fino a ieri appartenevano solo alle speranze degli archeologi. Ogni rotolo recuperato in questo modo potrebbe restituire testi rimasti inaccessibili per venti secoli.
Il valore di un traguardo come questo sta anche nella prospettiva che apre. Se un intero papiro è stato letto dalla prima all’ultima riga senza toccarne la struttura, significa che la strada per decifrare gli altri reperti simili è ormai tracciata. Un patrimonio che si credeva perduto o comunque irrecuperabile torna così a disposizione di chi vuole capire meglio quel periodo storico, con la promessa di nuove scoperte custodite dentro rotoli che nessuno aveva mai potuto sfogliare.