Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) ha lanciato una minaccia esplicita contro le infrastrutture statunitensi e israeliane nella regione, arrivando a parlare di “annientamento completo e totale”. Tra gli obiettivi citati emerge in modo inequivocabile il data center Stargate. Il progetto da circa 28 miliardi di euro che OpenAI sta realizzando ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Il regime iraniano ha accompagnato la dichiarazione con un video contenente immagini satellitari della struttura, il centro dati di punta del creatore di ChatGPT, progettato per raggiungere una capacità di 1 GW.
La scelta di puntare il dito proprio contro il data center Stargate non è casuale. Si tratta di una delle infrastrutture tecnologiche più ambiziose mai concepite. Un progetto che incarna la corsa globale all’intelligenza artificiale e che rappresenta un investimento strategico enorme per gli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico. La struttura di Abu Dhabi è stata pensata come il fiore all’occhiello dell’iniziativa Stargate, con una potenza energetica da 1GW che la rende una delle più grandi al mondo nel suo genere.
OpenAI Stargate minacciato dall’Iran: le immagini satellitari e il messaggio del regime
Quello che rende questa vicenda particolarmente inquietante è il livello di dettaglio mostrato dal regime iraniano. Il video diffuso include immagini satellitari che mostrano con precisione la posizione del data center Stargate di OpenAI. Un gesto che va ben oltre la generica retorica bellica a cui la regione è purtroppo abituata. Individuare e mostrare pubblicamente un obiettivo specifico del valore di circa 28 miliardi di euro equivale a un messaggio deliberato, rivolto tanto a Washington quanto agli alleati nel Golfo.
Il portavoce dell’IRGC ha parlato esplicitamente di strutture statunitensi e israeliane come possibili bersagli, inserendo il progetto Stargate in un contesto di tensioni geopolitiche che ormai toccano direttamente anche il settore tecnologico. Il fatto che un’infrastruttura legata all’AI e al cloud computing finisca nel mirino di minacce militari apre scenari inediti. La guerra tecnologica e quella tradizionale si sovrappongono in modi che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza.
Un progetto nel mirino delle tensioni geopolitiche
Il data center Stargate di Abu Dhabi rappresenta per OpenAI molto più di un semplice centro di calcolo. È il tassello fondamentale di una strategia che punta a espandere la capacità computazionale necessaria per far progredire i modelli di intelligenza artificiale alla base di ChatGPT e dei servizi futuri dell’azienda. Con un investimento stimato intorno ai 28 miliardi di euro e una capacità energetica da 1 GW, la struttura è stata concepita per gestire carichi di lavoro enormi e per posizionare gli Emirati Arabi Uniti come hub globale per l’AI.
Le minacce iraniane aggiungono però un livello di rischio geopolitico che nessun piano industriale può ignorare. La sicurezza fisica delle infrastrutture tecnologiche diventa un tema centrale quando un attore statale come l’Iran le identifica pubblicamente come potenziali obiettivi militari. Il fatto che le Guardie Rivoluzionarie abbiano scelto di rendere pubblica questa posizione, con tanto di coordinate satellitari, segna un punto di escalation nella retorica del regime verso le attività statunitensi negli Emirati.
OpenAI e i partner coinvolti nel progetto Stargate si trovano ora a dover fare i conti con una variabile che va oltre la tecnologia, l’energia e i costi di costruzione. La collocazione geografica del più grande data center per l’AI mai progettato lo espone a dinamiche di sicurezza internazionale che il settore tech, fino a poco tempo fa, non aveva mai dovuto affrontare in modo così diretto.