Le voci su un possibile smartphone OpenAI si fanno sempre più insistenti, e stavolta arrivano da una fonte che nel settore ha un certo peso. L’analista Ming-Chi Kuo, noto per le sue previsioni sui prodotti Apple, ha pubblicato una nota in cui descrive un progetto piuttosto ambizioso: OpenAI starebbe sviluppando un telefono in collaborazione con MediaTek, Qualcomm e Luxshare.
Secondo quanto riportato da Kuo, il chip dello smartphone verrebbe sviluppato insieme a MediaTek e Qualcomm, mentre Luxshare avrebbe il ruolo di partner per il co-design e la produzione. Ma il dettaglio più interessante non è tanto l’hardware in sé, quanto la filosofia che ci starebbe dietro. Lo smartphone OpenAI potrebbe funzionare senza le tradizionali app, affidandosi invece a agenti AI capaci di gestire le diverse attività al posto delle applicazioni classiche. Un cambio di paradigma niente male, se dovesse concretizzarsi.
Il ragionamento di fondo è abbastanza chiaro. Oggi Apple e Google controllano la distribuzione delle app e il tipo di accesso al sistema che queste possono ottenere, limitando di fatto alcune funzionalità. Costruendo un proprio smartphone e un intero stack hardware, OpenAI potrebbe integrare l’intelligenza artificiale in ogni aspetto del dispositivo senza vincoli imposti da terzi. E con ChatGPT che si avvicina al miliardo di utenti settimanali, un prodotto hardware pensato per l’uso quotidiano potrebbe aiutare l’azienda a raggiungere un pubblico ancora più ampio.
Un telefono progettato per capire il contesto dell’utente
Kuo ritiene che lo smartphone OpenAI verrebbe progettato per comprendere in modo continuo il contesto di chi lo usa. Offrendo direttamente il dispositivo, l’azienda potrebbe accedere a molti più dati sulle abitudini degli utenti rispetto a quanto sarebbe possibile con una semplice app installata su un telefono altrui. L’analista ha anche specificato che OpenAI lavorerebbe su un mix di modelli AI piccoli eseguiti direttamente sul dispositivo e modelli cloud, per gestire diversi tipi di richieste e operazioni.
Questa visione, tra l’altro, non è esclusiva di OpenAI. Chi sviluppa app attraverso il cosiddetto vibe coding sta già immaginando un futuro senza app tradizionali. Anche Carl Pei, CEO di Nothing, ha dichiarato durante il SXSW che le app sono destinate a scomparire col tempo.
Tempistiche e primi prodotti hardware
Per quanto riguarda le tempistiche, Kuo prevede che le specifiche dello smartphone e i fornitori dei componenti vengano definiti entro la fine del 2026 o al massimo entro il primo trimestre del 2027. La produzione di massa del dispositivo dovrebbe invece partire nel 2028.
Vale la pena ricordare che già nei mesi scorsi Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, aveva fatto sapere che l’azienda punta ad annunciare il suo primo prodotto hardware nella seconda metà del 2026. Diversi report dell’epoca indicavano che quel dispositivo potesse essere un paio di auricolari dal design unico. Le indiscrezioni su un possibile smartphone si aggiungono quindi a un quadro più ampio, che vede OpenAI muoversi con decisione verso il mondo dell’hardware.