Chi ha acquistato un prodotto OnePlus negli ultimi anni e si è ritrovato con un guasto coperto da garanzia rischia una sorpresa spiacevole. Invece di una riparazione o di un ricambio, l’azienda starebbe proponendo buoni sconto di fatto impossibili da utilizzare. La segnalazione arriva da alcuni utenti europei e, se dovesse confermarsi su larga scala, racconterebbe parecchio sulla direzione che il marchio ha scelto per questa parte del mondo. Un altro passetto verso l’uscita definitiva dall’Europa, insomma.
Il caso è emerso online, dove due persone hanno raccontato la loro disavventura. Il primo aveva chiesto la sostituzione dei suoi OnePlus Buds Pro 2, smessi di funzionare quando erano ancora coperti dalla garanzia. Il secondo voleva un ricambio per un caricatore SuperVOOC da 120W ormai rotto. In entrambi i casi la risposta è stata la stessa. Niente sostituzione, ma un buono da 100 euro, con la scusa che quei modelli non erano più disponibili a magazzino.
Voucher che non si riescono a spendere
Fin qui potrebbe anche sembrare una soluzione accettabile. Il problema è che questi voucher risulterebbero praticamente inservibili. Il magazzino OnePlus sarebbe quasi vuoto in molte categorie di prodotto, e i pochi articoli ancora ordinabili sarebbero già scontati, con divieto esplicito di sommare le promozioni. Ciliegina sulla torta, i buoni valgono solo per gli acquisti online, non si possono usare in negozio né per riparazioni future, e scadono dopo appena un mese dall’emissione.
Uno degli utenti coinvolti, comprensibilmente stufo, ha detto di voler presentare un reclamo formale al Centro Europeo dei Consumatori per pratiche ingannevoli e mancato rispetto della garanzia. Se le autorità europee dovessero riscontrare una violazione delle norme a tutela dei consumatori, l’azienda rischierebbe sanzioni pesanti. La garanzia di due anni prevista nell’Unione Europea non è una cortesia, ma un diritto che i produttori devono rispettare.
Un’uscita dall’Europa che prende forma
Questo episodio va letto dentro un quadro più ampio, quello che riguarda il futuro di OnePlus nel Vecchio Continente. Il marchio avrebbe già cominciato a svuotare i magazzini anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito, concentrando le energie su mercati storicamente più solidi come India e Cina. A rafforzare questa lettura c’è anche l’indiscrezione secondo cui OxygenOS confluirebbe dentro ColorOS, riducendo ancora di più le distanze tra i telefoni OnePlus e quelli del gruppo OPPO.
Chi possiede ancora un dispositivo OnePlus farebbe bene a porsi qualche domanda sul supporto futuro, non solo in fatto di aggiornamenti software ma anche di assistenza concreta in caso di problemi. Una garanzia che si trasforma in un buono spendibile solo sulla carta non è una garanzia. È soltanto un modo elegante per dire che gli utenti dovranno arrangiarsi da soli.