Obsidian non ha perso la propria identità, almeno secondo chi lavora ogni giorno dentro lo studio. A dirlo è Brandon Adler, director di The Outer Worlds 2 e di un altro progetto ancora avvolto nel mistero, che ha voluto rispondere di persona alle chiacchiere esplose dopo l’ondata di licenziamenti che ha colpito la divisione Xbox. Il punto della sua difesa è semplice, quasi ostinato: chi dice che il team non è più quello di una volta, spesso, non sa nemmeno di cosa sta parlando.
La replica di Adler a chi parla senza sapere
Il messaggio è arrivato su LinkedIn, dove Adler ha descritto le ultime giornate come un periodo davvero pesante per tutto il gruppo. Prima ha ricordato i colleghi rimasti coinvolti nei tagli, poi è passato al nervo scoperto, ovvero le tante opinioni piovute online sullo stato di salute dello studio.
Le parole non lasciano molto spazio all’interpretazione. “Un altro aspetto difficile è vedere tutti questi commentatori improvvisati parlare di ciò che Obsidian sarebbe o non sarebbe più”, ha scritto. E ancora, senza troppi giri di parole, ha aggiunto che il numero di persone convinte di sapere quando in realtà non conoscono né chi ha lavorato ai giochi passati né il contributo che ciascuno ha dato è a dir poco sorprendente. Secondo lui, nella maggior parte dei casi, non solo sbagliano, ma finiscono per spargere una montagna di disinformazione.
I tagli di Xbox e il DNA dello studio
Il contesto, del resto, è quello che tutti conoscono. Obsidian è finita dentro la grande ristrutturazione annunciata da Xbox all’inizio di luglio. Stando a quanto comunicato da Microsoft, il piano prevede circa 3.200 tagli complessivi lungo l’attuale anno fiscale, con circa 1.600 posizioni eliminate subito e le altre destinate a sparire entro giugno 2027. La riorganizzazione ha toccato parecchi studi interni. Ninja Theory e Undead Labs hanno iniziato il passaggio verso nuove proprietà, mentre Double Fine e Compulsion Games sono tornate indipendenti. Colpiti duramente anche ZeniMax Online Studios, id Software e appunto Obsidian. Eppure Adler ha voluto ribadire un dettaglio che, ai suoi occhi, conta più di tutto: le figure chiave sono rimaste le stesse.
“Le persone che oggi ricoprono ruoli di responsabilità o direzione sono le stesse che hanno lavorato a titoli come The Outer Worlds, Pillars of Eternity e Fallout: New Vegas”, ha spiegato. “Letteralmente le stesse persone. Il filo che collega KotOR 2 ai nostri giochi attuali è netto”. Non nega che qualcosa sia cambiato, sarebbe assurdo. Vent’anni fa lo studio era un’altra cosa, e lo ammette senza problemi. Ma respinge l’idea che si sia svuotato di senso. “Obsidian è la stessa di vent’anni fa? No, naturalmente no. Nulla rimane uguale per sempre. Ma il DNA di Obsidian è lo stesso di sempre: lo stesso DNA che ha dato vita a KotOR 2, New Vegas, Neverwinter Nights 2 e South Park: Il Bastone della Verità”.
Adler ha chiuso il suo intervento rivendicando l’orgoglio per la storia dello studio e per la strada percorsa negli ultimi anni, con un invito neanche troppo velato a non fidarsi di chi giudica l’evoluzione di Obsidian senza conoscere davvero come nascono i giochi e cosa mettono dentro le persone che ci lavorano.