Nvidia non considera l’RTX Spark un esperimento isolato, e questo è il primo dato che salta all’occhio dalle dichiarazioni di Jensen Huang. Il numero uno dell’azienda ha messo le carte in tavola al Computex 2026 di Taipei, lasciando intendere che la strada tracciata con i chip per laptop di fascia alta è appena cominciata. L’obiettivo dichiarato suona quasi fantascientifico, e non è un modo di dire: Huang vuole arrivare a costruire computer in stile Star Trek e droidi alla Star Wars, di quelli a cui dare ordini semplicemente parlando.
Nvidia: vosa ha detto Huang al Computex 2026
Davanti ad analisti e investitori riuniti a Taipei, il discorso si è fatto subito concreto. Jensen Huang ha confermato che almeno due nuove generazioni di RTX Spark sono già pianificate, segno che l’ingresso di Nvidia tra i grandi fornitori di chip per laptop consumer non è una mossa tentativa, fatta giusto per vedere l’effetto sul mercato. È diventata, di fatto, il quinto nome di peso in questo settore, e non sembra avere intenzione di fare un passo indietro.
I prossimi passaggi avranno nomi che dicono già parecchio sulla direzione tecnica. Si parla di chip N2X e N3X, le sigle che identificano le generazioni successive del progetto. Non un singolo prodotto destinato a sparire dagli scaffali dopo qualche mese, ma una vera roadmap pensata per durare nel tempo e per costruire qualcosa di più ambizioso rispetto a quanto visto finora.
L’obiettivo dichiarato: parlare con il computer
La parte più curiosa arriva quando Huang abbandona il linguaggio da ingegnere e si lascia andare a un entusiasmo quasi infantile. “Voglio parlare con il mio laptop! Voglio R2-D2!”, ha esclamato durante l’incontro, citando senza troppi giri di parole l’immaginario della fantascienza che evidentemente lo ispira. L’idea è quella di un dispositivo con cui dialogare a voce, capace di rispondere e di eseguire comandi come farebbe il celebre droide della saga.
Non è un’ispirazione nata ieri. Huang ha rivelato di aver iniziato a lavorare su questa visione insieme a Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, circa tre anni fa. Una collaborazione di lungo corso, quindi, che mette insieme due colossi della tecnologia attorno a un’ambizione comune: portare l’interazione vocale e l’intelligenza dei dispositivi a un livello che oggi sembra ancora roba da film.
Il riferimento a Star Trek e a Star Wars non è soltanto una battuta per strappare un sorriso alla platea. Funziona piuttosto come un’immagine chiara per spiegare dove vuole arrivare l’azienda: macchine con cui conversare in modo naturale, droidi a cui affidare compiti senza dover toccare tastiere o schermi. Un computer che capisce e risponde, insomma, più simile a un assistente che a uno strumento da configurare.
Per ora le conferme riguardano la continuità del progetto e i nomi delle prossime generazioni di chip. L’RTX Spark resta il punto di partenza di un percorso che, almeno nelle parole di Huang, dovrebbe spingersi ben oltre il semplice hardware per laptop, con i futuri N2X e N3X già messi in cantiere e una visione di fondo che guarda chiaramente al lungo periodo.