I nuovi diritti dei passeggeri aerei hanno fatto un passo avanti decisivo. Dopo l’accordo provvisorio raggiunto a metà giugno, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle modifiche del regolamento del 2004, con 646 voti favorevoli, 12 contrari e 3 astensioni. Un pacchetto di regole pensato per proteggere chi viaggia quando qualcosa va storto, dal negato imbarco ai ritardi fino alla cancellazione dei voli.
Gli eurodeputati hanno tenuto il punto sui diritti già esistenti, respingendo i tentativi di alleggerirli. E in questi tentativi, chi conosce il settore ci vede facilmente la mano delle compagnie aeree. Chi si trova con un volo cancellato può scegliere tra il rimborso o un trasporto alternativo, la cosiddetta riprotezione. Il risarcimento invece scatta in caso di ritardo superiore alle tre ore, cancellazione con meno di 14 giorni di preavviso oppure negato imbarco.
Quanto spetta e quando
Gli importi restano quelli attuali. Si parte da 250 euro per le distanze fino a 1.500 chilometri, si sale a 400 euro tra 1.500 e 3.500 chilometri, fino ai 600 euro per le tratte più lunghe. Le compagnie potranno però tagliare del 50% il risarcimento sui viaggi lunghi se offrono una riprotezione verso la destinazione finale oppure se il ritardo all’arrivo non supera le quattro ore.
Ci sono anche le eccezioni. Niente rimborsi quando il disservizio dipende da eventi fuori dal controllo del vettore, come calamità naturali, guerre, condizioni meteo avverse, passeggeri indisciplinati o scioperi che coinvolgono il gestore aeroportuale, i fornitori di servizi di navigazione aerea o l’assistenza a terra. Resta comunque l’obbligo di assistenza per chi rimane bloccato. Bevande ogni due ore di attesa, un pasto dopo tre ore e, se il ritardo si prolunga, anche una sistemazione per la notte, fino a un massimo di tre notti quando la causa è esterna alla compagnia.
Rimborsi più veloci e tutele per chi ne ha più bisogno
La procedura di rimborso è stata semplificata parecchio. Il pagamento arriverà in automatico e i passeggeri riceveranno istruzioni chiare su come presentare la richiesta entro quattro giorni dalla fine del viaggio, senza bisogno di aprire un account o scaricare un’app dedicata. La domanda va inoltrata entro nove mesi, mentre le compagnie avranno 30 giorni per pagare quanto dovuto oppure spiegare perché invocano circostanze eccezionali.
Occhio di riguardo anche per i passeggeri vulnerabili. Chi ha disabilità o mobilità ridotta avrà diritto a risarcimento, riprotezione e assistenza se perde il volo perché l’aeroporto non è riuscito ad accompagnarlo al gate in tempo. E chi viaggia con un minore sotto i 14 anni, le persone con disabilità o mobilità ridotta e le donne incinte avranno un posto adiacente senza pagare nulla in più.
Le novità che cambiano il viaggio
Tra le nuove regole ce n’è una che farà piacere a molti. Si potrà usare il volo di ritorno di un biglietto andata e ritorno anche senza aver preso il volo di andata, senza supplementi. Il bagaglio a mano diventa un diritto. Una piccola borsa o uno zaino potranno salire a bordo gratis, e compagnie, intermediari e portali di ricerca dovranno mostrare la tariffa già comprensiva del bagaglio a mano fin dall’inizio della prenotazione. Chi viaggia leggero, senza bagaglio a mano, potrà comunque approfittare di tariffe più basse.
Spariscono poi diversi costi fastidiosi. Niente più addebiti per correggere un errore di ortografia nel nome o per usare la versione stampata della carta d’imbarco dopo aver fatto il check-in. La carta d’imbarco digitale arriverà al momento del check-in senza obbligo di account o app, e nessuno potrà negare l’imbarco a chi presenta la versione cartacea di quella carta digitale.
Ora la palla passa al Consiglio, che dovrà approvare le norme entro l’inizio di agosto. L’entrata in vigore è fissata 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, con paesi e compagnie europee che avranno 12 mesi per adeguarsi.