NBA su Prime Video chiude la sua prima stagione con numeri che parlano chiaro. Il campionato di basket americano, sbarcato sulla piattaforma streaming di Amazon, ha convinto il pubblico ben oltre le aspettative iniziali, e i dati diffusi dal servizio lasciano poco spazio a interpretazioni. C’è stato interesse, e parecchio, soprattutto fuori dai confini statunitensi.
Un debutto che supera le attese
I risultati condivisi da Amazon raccontano di un esordio andato più che bene. La prima annata dell’NBA sulla piattaforma si è conclusa e può tranquillamente essere archiviata come un successo, uno di quelli che confermano quanto il basket a stelle e strisce riesca ancora a catturare l’attenzione di un pubblico che si allarga ben oltre l’America. La sensazione, guardando ai numeri, è che la scommessa fatta sui diritti televisivi stia già iniziando a ripagare.
Il dato che colpisce di più riguarda proprio i mercati internazionali. L’audience registrata fuori dagli Stati Uniti è cresciuta del 28% rispetto alla stagione precedente, un balzo tutt’altro che trascurabile. In Europa poi è successa una cosa interessante, ovvero è stato toccato il numero medio di spettatori più alto mai raggiunto per il campionato. Segno che qualcosa, in termini di appeal, si è mosso davvero.
Il peso del nuovo accordo sui diritti
Dietro questi risultati c’è una scelta precisa, quella del nuovo accordo globale sui diritti media siglato dalla lega. Un contratto di lunga durata, undici anni, che ha ridisegnato il modo in cui la NBA arriva agli spettatori sparsi per il mondo. E i primi effetti si vedono già, perché portare il basket su una piattaforma come Prime Video ha significato metterlo a portata di mano di milioni di abbonati che magari prima faticavano a seguire le partite.
L’idea di fondo era ampliare la platea, raggiungere chi fino a poco tempo fa restava tagliato fuori per questioni di reperibilità o di orari. E i numeri sembrano dare ragione a chi ha spinto in questa direzione. La crescita fuori dagli Stati Uniti non è un dettaglio da poco, considerando che il basket americano ha sempre avuto un seguito solido ma non sempre facile da monetizzare a livello globale.
Il fatto che l’Europa abbia risposto così bene, poi, apre scenari interessanti per il futuro. Un pubblico che cresce di stagione in stagione è esattamente quello che serve per giustificare un investimento così importante e prolungato nel tempo. La stagione d’esordio ha insomma posto le basi, e i dati raccolti da Amazon fotografano un movimento che punta chiaramente verso l’alto, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito in questi primi mesi di trasmissioni.