La notizia che Sony sarebbe “arrabbiata” con Naughty Dog per i costi dei suoi giochi single player ha fatto il giro del web in poche ore, rimbalzando tra social, forum e testate. Peccato che sia, a quanto pare, una ricostruzione completamente sbagliata di quanto effettivamente detto dal giornalista Jason Schreier di Bloomberg. Eppure, come spesso accade, la versione distorta ha viaggiato molto più veloce di quella reale.
Come è nata la falsa notizia su Sony e Naughty Dog
Tutto è partito da un commento di Schreier relativo a Bungie e al motivo per cui lo studio non avrebbe iniziato subito a lavorare su Destiny 3: i costi sarebbero troppo elevati. Fin qui, nulla di clamoroso. A quel punto però un utente ha replicato con una provocazione, facendo notare come Sony non avrebbe problemi nel lasciare che Naughty Dog spenda più di cinque anni e circa 280 milioni di euro su un gioco single player, ma poi si preoccuperebbe dei costi di uno sparatutto MMO con un franchise consolidato.
La risposta di Schreier è stata piuttosto semplice e diretta: “Oh, hanno sicuramente un problema con tali spese”. Un’affermazione generica, riferita al fatto che Sony tiene d’occhio i budget di tutti i suoi studi, Naughty Dog compreso. Niente di più. Eppure quella frase, estrapolata dal contesto, è stata trasformata da diversi utenti e account in qualcosa di molto diverso: “Sony è arrabbiata con Naughty Dog perché spende troppo e non pubblica giochi”. Un salto logico enorme, costruito su un singolo commento interpretato nel modo sbagliato.
Il chiarimento di Schreier e il vero problema: i costi dell’industria
La situazione è degenerata al punto che lo stesso Schreier è dovuto intervenire su Reddit per mettere le cose in chiaro. Le sue parole sono state piuttosto nette: “Non ci sarebbe bisogno di alcun chiarimento se le persone smettessero di pubblicare le mie risposte fuori contesto con tweet e titoli estremamente fuorvianti”. Il giornalista ha ribadito di aver semplicemente riportato che Sony non ha dato il via libera a Destiny 3 a causa dei costi, e che quando qualcuno ha tirato in ballo Naughty Dog, la sua risposta era ovvia: certo che anche quei budget rappresentano un problema. Ma questo non significa affatto che ci sia una frattura tra Sony e lo studio autore di Uncharted, The Last of Us e del prossimo Intergalactic: The Heretic Prophet.
Il punto centrale, quello vero, riguarda una questione molto più ampia che tocca tutta l’industria dei videogiochi tripla A: i costi di sviluppo stanno lievitando in modo preoccupante, e nessun publisher, nemmeno Sony, può permettersi di ignorare il problema. Spendere centinaia di milioni di euro per un singolo titolo single player è qualcosa che fa riflettere qualsiasi dirigente, indipendentemente da quanto sia prestigioso lo studio coinvolto. Non si tratta di rabbia verso un team specifico, ma di sostenibilità economica su scala più grande.
Nel frattempo, Sony ha registrato il marchio Break In a pochi giorni dal nuovo State of Play, alimentando la curiosità su quale tipo di progetto possa essere e se anche questo richiederà investimenti massicci per PS5.