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Nana bruna divorata da una stella per miliardi di anni

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Un gruppo di astronomi del MIT ha individuato una stella che sta divorando lentamente una nana bruna, in un banchetto cosmico che potrebbe andare avanti per miliardi di anni. Il sistema si trova a circa 300 anni luce dalla Terra e mostra qualcosa che finora non era mai stato osservato: una piccola stella che sottrae materia alla sua compagna poco alla volta, senza inghiottirla in un colpo solo. Una nana bruna, per chi non ha familiarità con il termine, è un oggetto troppo massiccio per essere considerato un pianeta ma non abbastanza da innescare la fusione dell’idrogeno che alimenta le stelle vere e proprie.

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La maggior parte dei pianeti, Terra compresa, percorre orbite relativamente stabili. Ogni tanto però questi equilibri finiscono male e un corpo che si avvicina troppo alla propria stella viene trascinato verso l’interno fino a essere fagocitato. Gli scienziati conoscevano già molti sistemi tranquilli e un numero ridotto di stelle sorprese a inghiottire rapidamente i loro compagni. Quello descritto nello studio pubblicato il 5 ottobre su Nature Astronomy si colloca esattamente a metà strada. Il sistema si chiama ZTF J0440+2325 e rappresenta il primo caso osservato di una stella di piccola massa che attinge in modo costante materiale da un altro oggetto di massa ridotta. Kevin Burdge, professore assistente di fisica al MIT, spiega che di solito si immagina sempre la stella che alla fine ingoia l’altro corpo, come accadrà alla Terra quando il Sole diventerà una gigante rossa. Qui invece la stella può mangiare la compagna gradualmente, per miliardi di anni.

Un segnale a forma di triangolo rimasto nel cassetto per anni

Il primo indizio è arrivato dalla Zwicky Transient Facility, una survey astronomica che opera con un telescopio dell’Osservatorio di Palomar, in California, e fotografa ripetutamente ampie porzioni di cielo notturno alla ricerca di oggetti la cui luminosità cambia nel tempo. Qualche anno fa Burdge aveva notato nei dati una curva di luce decisamente strana. Al posto del classico andamento arrotondato, la luminosità disegnava qualcosa di simile a un triangolo. Il ricercatore ricorda di aver pensato subito che le stelle non producono forme d’onda del genere.

L’ipotesi iniziale era quella di una binaria vedova nera, cioè una stella di neutroni che ruota velocemente strappando materia a una compagna molto più piccola. In questi sistemi però la grande differenza di massa provoca un movimento vistoso della compagna, che sfreccia attorno alla stella di neutroni. Nel segnale triangolare quel movimento non c’era. Il gruppo ha quindi ipotizzato che entrambi gli oggetti avessero masse ridotte e orbitassero l’uno attorno all’altro con molta più calma. Mancava però una prova e il misterioso triangolo è rimasto in sospeso per anni.

Un’orbita di 87 minuti e una nuova forma di accrezione

Alla fine Burdge e Aaron Householder, dottorando al MIT, sono tornati su quel segnale e hanno puntato diversi telescopi verso ZTF J0440+2325. La misura decisiva è stata quella dell’oscillazione dovuta all’attrazione gravitazionale reciproca, molto più piccola di quella tipica delle vedove nere. Secondo Householder era troppo debole per essere altro che una stella di piccola massa con una nana bruna in orbita. La stella centrale ha circa 85 volte la massa di Giove, mentre la compagna ne pesa circa 25. La nana bruna compie un giro completo in appena 87 minuti e la sua orbita è così stretta che starebbe all’interno del diametro del Sole.

Quando un corpo celeste sottrae gas a un altro si parla di accrezione, un fenomeno noto soprattutto attorno a buchi neri e stelle di neutroni, dove la materia forma spesso un disco vorticoso prima di cadere verso l’interno. In questo caso a ricevere il materiale è una stella comune, molto più grande di un oggetto compatto, e la materia colpisce direttamente la sua superficie ad altissima velocità, come un asteroide che si schianta sulla Luna. Le simulazioni al computer hanno confermato che le particelle in uscita dalla nana bruna finiscono proprio sulla superficie della stella. Il team ha anche stimato il ritmo di questo pasto cosmico: la stella starebbe consumando circa un centomillesimo della massa terrestre ogni anno.

Fonte: TecnoAndroid

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