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Apple e Meta, due aziende che per anni si sono scontrate apertamente sulla privacy, hanno deciso di collaborare per far girare Muse Spark Open direttamente sui Mac Studio. Parliamo di un modello di intelligenza artificiale da 816 miliardi di parametri capace di elaborare prompt, file e risultati sull’hardware locale, senza inviare nulla a un servizio di inferenza ospitato nel cloud. Per gli sviluppatori che desideravano un’IA su larga scala senza dover pagare un abbonamento si apre così una strada concreta, a patto però di avere un budget decisamente importante.
Meta descrive Muse Spark Open come il suo modello open weight statunitense più capace finora, pensato per il lavoro complesso degli sviluppatori e non per l’utente occasionale. L’architettura è di tipo mixture of experts e questo significa che dei 816 miliardi di parametri complessivi se ne attivano circa 42 miliardi per ogni token. Tutti i pesi del modello però devono restare in memoria e questo si traduce in requisiti hardware piuttosto pesanti. Il sistema punta sulla programmazione, sui flussi di lavoro agentici prolungati, sulle attività multimodali e sul ragionamento in più passaggi, con una finestra di contesto che arriverebbe a un milione di token. È la versione che gli sviluppatori possono scaricare ed eseguire in autonomia, con i pesi disponibili su Hugging Face, mentre il modello proprietario Muse Wonder viene presentato come più capace nel complesso.
Quanto costa far girare Muse Spark Open sui Mac Studio
Il conto dell’hardware è serio. Per funzionare bene il modello si appoggia a MLX, il framework di machine learning di Apple, che lo distribuisce su un gruppo che va da due a quattro Mac Studio con chip M5 Ultra. La configurazione indicata prevede una CPU a 36 core, una GPU a 80 core, un Neural Engine a 32 core e 256 GB di memoria unificata. In questa architettura calcolo e memoria condividono un unico chip e così si riduce il collo di bottiglia nel trasferimento dei dati tipico delle workstation tradizionali con schede grafiche dedicate.
Apple propone questa configurazione di partenza a circa 9.300 euro, mentre la variante con 16 TB di archiviazione sale a circa 15.700 euro. Con due macchine nella versione base il costo reale del sistema supera i 17.000 euro e le configurazioni con più memoria possono andare oltre i 34.000 euro, senza contare monitor, rete e archiviazione aggiuntiva. I requisiti minimi esatti cambiano in base alle impostazioni di quantizzazione e alla lunghezza del contesto, per cui queste cifre vanno considerate come un punto di partenza e non come garanzie definitive. Elettricità, manutenzione e sicurezza poi restano a carico di chi sceglie questa soluzione.
Perché l’accordo conviene a entrambe le aziende
Per Apple si tratta di una vetrina di alto profilo e di un banco di prova impegnativo per MLX, per la memoria unificata e per il chip M5 Ultra. Meta invece ottiene una piattaforma desktop per gli sviluppatori che sperimentano con gli agenti IA locali. Alexandr Wang, responsabile dell’intelligenza artificiale di Meta, ha spiegato che l’azienda ha lavorato con Apple per portare per la prima volta capacità agentiche di primo livello sul desktop grazie ai Mac Studio con M5 Ultra. Meta avrebbe inoltre già acquistato centinaia di Mac per il suo team interno dedicato alla Superintelligence.
Il riavvicinamento arriva dopo anni di dispute pubbliche su privacy e controllo delle piattaforme. Le modifiche introdotte da Apple nel 2021 con App Tracking Transparency sarebbero costate a Meta circa 8,6 miliardi di euro di ricavi nel 2022. Tim Cook aveva criticato pubblicamente il modo in cui Meta gestisce i dati degli utenti, mentre Mark Zuckerberg aveva attaccato il controllo di Apple sui prodotti e il suo ritmo di innovazione. Alla nascita della collaborazione avrebbe contribuito Daniel Gross, ex dirigente di Apple passato in seguito alla divisione IA di Meta.
L’intesa rientra comunque in una strategia di Apple basata su più fornitori e non rappresenta una fusione tra piattaforme. Cupertino integra già ChatGPT attraverso Siri e ha un accordo che coinvolge Gemini di Google all’interno di Apple Intelligence. La collaborazione con Meta aggiunge un’opzione in più per gli sviluppatori senza sostituire le altre. Nessuna delle due aziende ha confermato integrazioni con Siri o con Apple Intelligence ed entrambe hanno evitato di definire il progetto come l’inizio di un rapporto più profondo.
Fonte: TecnoAndroid


