Da domani Moss: The Forgotten Relic sbarca su PlayStation 5, e per una buona fetta di giocatori sarà il primo incontro con il mondo di Quill, mentre per altri diventerà l’occasione di rimettere piede in un luogo che, a quanto pare, è rimasto piantato nel cuore ben oltre i titoli di coda. Il progetto raccoglie Moss, Moss: Book II e l’espansione Twilight Garden in un’unica avventura fantasy fatta a mano, pensata per PlayStation 5 e senza più il bisogno di un visore VR.
L’idea che ha mosso tutto fin dall’inizio era piuttosto semplice da raccontare, ma niente affatto banale da realizzare. Costruire un’avventura fantasy nostalgica, ispirata alle storie e ai giochi classici di una certa generazione, attorno a una domanda che nessuno aveva mai davvero esplorato. E se l’eroe della storia potesse vederti? E se avesse bisogno di te? Quella scintilla ha guidato ogni scelta. Ogni diorama ambientale è stato realizzato a mano per somigliare alla pagina di un libro di fiabe che prende vita, e ogni enigma o incontro è stato pensato per rinforzare il legame tra chi gioca e la protagonista.
Moss: The Forgotten Relic, il coraggio arriva nelle forme più piccole
Al centro di tutto c’è Quill, una topolina minuscola dal coraggio sproporzionato rispetto alla sua taglia, che sogna un destino più grande della tranquilla sicurezza del suo villaggio nella foresta. È sveglia ma ancora acerba, sempre pronta a dimostrare di valere qualcosa in più. Difficile non tifare per lei fin dal primo istante. La sua vita cambia rotta quando scopre un antico manufatto di vetro verde, che risveglia un legame perduto con uno spirito guida misterioso, ovvero chi tiene il controller in mano.
Da quella scoperta parte un viaggio molto più ampio di quanto Quill avesse mai immaginato. E non sarà una passeggiata nel bosco. Rovine antiche si stagliano imponenti, regni dimenticati giacciono in pezzi, creature enormi si nascondono dietro ogni angolo e il pericolo non molla mai la presa. Ogni ostacolo ricorda che il cammino di un eroe non è mai facile, indipendentemente dalla stazza. Pur essendo una delle eroine più piccole mai viste, Quill non smette un attimo di credere che una strada ci sia sempre.
Un rapporto diverso dal solito e il ritorno su PlayStation 5
La particolarità sta proprio qui. Chi gioca non muove Quill da lontano come una marionetta, ma diventa il “lettore”, una presenza misteriosa dentro il mondo stesso che fa da guardiano attento e fidato. Lei ti vede, sa che ci sei. Lungo tutta l’avventura si gira verso questa presenza per cercare rassicurazione, festeggia le vittorie, chiede aiuto e si affida alla guida quando il sentiero si fa incerto. Un rapporto che gli sviluppatori hanno sempre definito “duale”, due eroi che condividono la stessa storia.
Questa collaborazione non resta confinata alla narrazione, ma si intreccia con l’azione vera e propria. Il lettore modella il mondo attorno a Quill spostando ostacoli, liberando passaggi e affrontando minacce. In cambio, la topolina cerca incoraggiamento e a volte porge persino la zampa per un cinque. È il nucleo emotivo del gioco.
Per la versione PS5 l’obiettivo era chiaro. Conservare l’intimità e il senso di connessione che hanno definito la serie, offrendo però la presentazione più raffinata e cinematografica di sempre. Moss: The Forgotten Relic arriva con grafica migliorata, un comparto visivo modernizzato e nuovi sistemi di telecamera cinematografica, con ogni incontro e ambiente rivisto per sfruttare al meglio le capacità della console. Il gioco arriva il 16 luglio su PlayStation 5 ed è già disponibile per la lista dei desideri.