Sherlock Holmes continua a essere una miniera d’oro per chi lavora in televisione, e adesso il franchise allarga ancora i suoi confini con una mossa che, a pensarci bene, ha tutto il suo senso. Dopo il buon riscontro di Young Sherlock, è in arrivo una nuova serie spin off che lascia per un attimo da parte il celebre investigatore per concentrarsi su chi, da sempre, gli rende la vita difficile: il Professor James Moriarty.
La logica dietro questa scelta è abbastanza lineare, se vogliamo. Le storie incentrate sul detective di Baker Street ormai si sprecano, sono ovunque, e prima o poi qualcuno doveva farsi la domanda giusta. Cosa succede quando l’eroe ha già occupato ogni angolo possibile dello schermo? La risposta arriva quasi naturale: si gira la telecamera dall’altra parte e si punta tutto sul cattivo.
Perché proprio Moriarty al centro della scena
Non capita spesso che un villain riesca a reggere da solo il peso di un’intera produzione, eppure il personaggio di Moriarty ha sempre avuto quel fascino oscuro che lo rende qualcosa di più di un semplice antagonista. È la mente criminale per eccellenza, l’ombra che dà spessore alle imprese di Holmes, e raccontarlo dal suo punto di vista significa aprire una prospettiva diversa su un mondo che il pubblico crede di conoscere già a memoria.
Il successo di Young Sherlock ha evidentemente convinto i produttori che c’è ancora spazio per esplorare questo universo narrativo da angolazioni inedite. E mettere al centro l’arcinemico del detective è un modo per dare nuova linfa a un franchise che, altrimenti, rischierebbe di ripetersi all’infinito. Perché diciamolo, di Sherlock ne abbiamo visti tanti, forse troppi.
Un franchise che non smette di crescere
Quello che colpisce, in tutta questa faccenda, è la capacità del materiale originale di reinventarsi continuamente. Le storie di Sherlock Holmes hanno attraversato decenni e si sono adattate a ogni epoca, cambiando volto, tono e formato senza mai perdere quel nocciolo che le rende riconoscibili. Lo spin off dedicato a Moriarty si inserisce in questa lunga tradizione, provando a fare quello che le buone serie sanno fare: prendere qualcosa di familiare e mostrarlo sotto una luce nuova.
Il fatto che si decida di dedicare un intero progetto al Professor Moriarty racconta anche qualcosa sul gusto del pubblico contemporaneo, sempre più attratto dalle zone grigie e dai personaggi ambigui. Il cattivo non è più soltanto l’ostacolo da abbattere, ma diventa protagonista a pieno titolo, con le sue ragioni, i suoi piani e quella complessità che spesso lo rende perfino più interessante dell’eroe.