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La storia dell’informatica è piena di episodi curiosi che passano di bocca in bocca da decenni, ma non tutti hanno un fondamento reale. Alcuni di questi racconti sono stati ripetuti talmente tante volte da diventare verità indiscutibili, quasi dei dogmi che nessuno si sogna di mettere in discussione. Eppure diverse tra le storie più famose legate ai computer risultano inesatte, mentre in altri casi tralasciano dettagli capaci di stravolgere completamente il significato degli eventi. Tre di questi falsi miti riguardano in particolare il termine bug, il celebre Y2K e la figura di Bill Gates.
Si tratta di vicende che una parte del pubblico conosce già molto bene, magari per averle sentite raccontare a una cena tra amici appassionati di tecnologia o lette di sfuggita da qualche parte. Altri invece non ne hanno mai sentito parlare. In entrambi i casi vale la pena rimettere ordine e separare ciò che è accaduto davvero da quello che il tempo e il passaparola hanno aggiunto lungo la strada.
Perché certe leggende sui computer sono così dure a morire
Il meccanismo è abbastanza semplice da capire. Una storia ben raccontata, magari con un pizzico di ironia o con un protagonista famoso, tende a diffondersi molto più in fretta di una spiegazione precisa e un po’ noiosa. Col passare degli anni la versione romanzata finisce per sostituire quella originale e chi la ascolta non ha motivo di dubitarne. È così che nascono i miti tecnologici, cioè aneddoti che sembrano perfetti proprio perché qualcuno li ha levigati fino a renderli irresistibili.
Nel mondo dei PC questo fenomeno è particolarmente evidente. Parliamo di un settore che ha cambiato la vita quotidiana di miliardi di persone in pochi decenni e che ha prodotto personaggi diventati vere e proprie icone. Inevitabile quindi che attorno a nomi, parole e momenti chiave si siano accumulate leggende di ogni tipo. Alcune sono del tutto inventate, altre partono da un fatto vero ma lo raccontano in modo parziale, lasciando fuori quei particolari che cambiano la prospettiva.
Bug, Y2K e Bill Gates sotto la lente
I tre casi presi in esame toccano ambiti piuttosto diversi tra loro. C’è anzitutto la parola bug, usata ogni giorno da programmatori e semplici utenti per indicare un errore nel software, la cui origine viene spesso raccontata con una certa leggerezza. C’è poi il Y2K, una delle vicende informatiche più discusse di sempre, che ha alimentato timori e aspettative ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori. Infine c’è Bill Gates, uno dei nomi più noti dell’intera industria tecnologica, al quale vengono attribuiti episodi e affermazioni che meritano una verifica più attenta.
L’approccio scelto per smontare queste credenze è quello reso celebre dal programma televisivo Mythbusters, ovvero prendere ogni leggenda, analizzarla con calma e capire se regge davvero oppure no. Un esercizio utile non soltanto per gli appassionati di informatica ma anche per chi ha semplicemente voglia di conoscere meglio le radici degli strumenti che usa tutti i giorni, dal computer di casa a quello dell’ufficio.
Ognuno dei tre racconti ha seguito un percorso simile. È nato da un episodio concreto o da una frase pronunciata in un preciso contesto, poi è stato ripreso, semplificato e rilanciato innumerevoli volte fino a perdere il legame con i fatti di partenza. Il risultato è una versione che molti considerano certa ma che, osservata più da vicino, mostra parecchie crepe. L’obiettivo dichiarato è proprio quello di sfatare queste tre leggende dell’informatica una volta per tutte, riportando ciascuna di esse alla sua dimensione reale.
Fonte: TecnoAndroid


