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Microsoft: addio a film e serie tv
Il vero nodo della questione è l’incapacità di emergere in mercati dove esistono già standard consolidati. Le iniziative di Microsoft in ambito consumer, specialmente quelle nate per imitare modelli di successo altrui, hanno sempre faticato a trovare un’identità propria. Ciò vale non solo per lo streaming, ma anche per altri ambiti in cui l’azienda ha tentato di entrare con scarso successo, come gli smartphone con Windows Mobile o i motori di ricerca con Bing.
L’epoca di Steve Ballmer ha lasciato in eredità molti di tali progetti, nati più da una necessità di essere presenti che da una reale innovazione. Oggi, però, la visione dell’azienda è radicalmente cambiata. Con Satya Nadella, Microsoft ha abbracciato una filosofia diversa, concentrandosi su settori più strategici. Come il cloud computing, il software professionale e l’intelligenza artificiale. Tale cambio di rotta ha portato Microsoft ai vertici del mercato globale, con una valutazione di quasi 4.000 miliardi di dollari. In tale ottica, la fine dell’avventura nello streaming rappresenta più un atto di lucidità che un fallimento. Microsoft ha deciso di investire dove può davvero fare la differenza.










