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MGCS, la Germania lascia il carro armato del futuro europeo

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La Germania ha deciso di ritirarsi dal programma MGCS, il Sistema Principale di Combattimento Terrestre che avrebbe dovuto dare vita al carro armato del futuro europeo. Con questa scelta il progetto perde uno dei suoi due motori principali e il suo avvenire, almeno per come era stato immaginato, appare ormai molto incerto. Non si tratta di un episodio isolato, perché tra Parigi e Berlino qualcosa si è incrinato da tempo e le alleanze militari costruite negli ultimi anni stanno cedendo una dopo l’altra.

Il precedente più evidente riguarda il grande caccia europeo di sesta generazione, sviluppato da Francia e Germania con la partecipazione della Spagna. Quel programma è stato cancellato dalla Francia, che ha lasciato agli altri partner il compito di portarlo avanti. Ora le frizioni si spostano sul terreno, letteralmente, e coinvolgono il mezzo corazzato che doveva rappresentare il simbolo di una difesa comune. L’idea di un’industria della difesa europea davvero unita esce da questa vicenda piuttosto malconcia.

MGCS: l’annuncio del capo di Stato Maggiore francese

A dare la notizia è stato Fabien Mandon, capo di Stato Maggiore francese, che ha comunicato la decisione tedesca senza entrare troppo nei dettagli. Le sue parole sono state misurate ma piuttosto chiare: “Non è un fallimento completo, ma è una decisione tedesca importante. I nostri eserciti di terra hanno lavorato insieme per anni per concepire il carro armato del futuro”. Mandon ha poi aggiunto che “i principi del progetto sono validi” e che il lavoro svolto finora “non è stato vano”.

Allo stesso tempo il generale non ha nascosto il lato più amaro della faccenda. Dal punto di vista industriale, ha ammesso, l’uscita di Berlino dal programma MGCS non è certo una buona notizia. E del resto il percorso di questo mezzo non è mai stato semplice. Il nuovo carro era pensato per sostituire due modelli storici, il tedesco Leopard 2 e il francese Leclerc, ma per anni ha dovuto fare i conti con uno scontro continuo tra i due Paesi. Le divergenze erano industriali, politiche e anche legate alla leadership del progetto, cioè a chi dovesse guidare davvero l’intera operazione.

I tempi, poi, erano già lunghi in partenza. Il nuovo carro armato avrebbe dovuto essere operativo nel 2045, ma fin dal lancio avvenuto nel 2017 il programma aveva accumulato ritardi e problemi di vario genere. Una tabella di marcia che scivolava in avanti e una collaborazione sempre più faticosa hanno preparato il terreno alla rottura di questi giorni.

Che cosa succede adesso al Leclerc e al progetto europeo

La domanda più concreta riguarda il futuro immediato. Mandon ha spiegato che a partire dal prossimo anno la Francia avvierà degli studi per concepire il mezzo destinato a sostituire l’attuale Leclerc, che inizierà a essere ritirato gradualmente dal 2038. Parigi, in pratica, si prepara a proseguire per conto proprio. Il cosiddetto carro armato del futuro europeo, invece, è rimasto senza alternative e ogni potenza avrà il suo programma nazionale, con buona pace dell’ambizione di un corazzato condiviso.

Il ritiro della Germania dal progetto arriva appena quattro mesi dopo la fine dello SCAF, il programma del caccia di nuova generazione al quale partecipava anche la Spagna. Anche quello era stato lanciato nel 2017, su iniziativa di Emmanuel Macron e Angela Merkel, con l’obiettivo di sostituire i Rafale e gli Eurofighter a partire dal 2040.

Fonte: TecnoAndroid

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