Meta non ha intenzione di rallentare sul fronte degli occhiali intelligenti, anzi. Stando a quanto emerso di recente, l’azienda di Menlo Park starebbe preparando il lancio di ben quattro nuovi modelli di smart glasses entro la fine del 2026, affiancati da un curioso accessorio chiamato “AI Pendant”. Un piano ambizioso, che racconta bene quanto Meta creda nei dispositivi indossabili come prossima grande piattaforma.
Quattro modelli in arrivo entro fine anno
Andando con ordine, il primo della lista dovrebbe arrivare già a giugno 2026 con il nome in codice “Modelo”. A seguire, in autunno, sono attesi due dispositivi: “Luna” e “RBM2 Refresh”. Quest’ultimo, a giudicare dal nome, sarà con ogni probabilità una variante dei già noti Ray-Ban Meta, gli occhiali nati dalla collaborazione tra l’azienda di Zuckerberg e il marchio di occhiali, che hanno ricevuto una seconda generazione lo scorso anno. Chiude il quartetto “Mojito VIP”, il cui debutto è fissato per dicembre.
Il problema è che, al di là dei nomi in codice, sul resto si sa davvero poco. “Luna”, “Modelo” e “Mojito VIP” restano per ora avvolti nel mistero, senza dettagli concreti su forma, funzioni o prezzo. Quello che è chiaro, invece, è il contesto in cui questi prodotti si inseriscono. Meta sta infatti lavorando in parallelo a un nuovo agente AI pensato per il grande pubblico, chiamato “Hatch”, e a un programma rivolto alle aziende battezzato “Wearables for Work”. Insomma, l’obiettivo è coprire sia il consumatore comune sia il mondo professionale.
Occhiali che osservano e ascoltano di continuo
Oltre ai quattro modelli appena citati, ci sono altri due progetti all’orizzonte, anche se non è detto che vedano la luce nel 2026: si tratta di “Artemis” e di “SSG”. Quest’ultima sigla sta per “supersensing glasses”, letteralmente occhiali super sensoriali. L’idea, secondo le indiscrezioni, è quella di montare una fotocamera capace di restare accesa per periodi prolungati, dando così all’intelligenza artificiale la possibilità di analizzare di continuo l’ambiente circostante. Un concetto che ricorda da vicino la prima dimostrazione di “Project Astra” di Google, ma spinto ancora più in là, verso un’esperienza davvero pervasiva.
Anche l’AI Pendant menzionato in apertura seguirebbe la stessa filosofia del “sempre attivo”, con una differenza importante: lavorerebbe soltanto sul piano audio, senza videocamera. Un compagno digitale pensato per ascoltare e rispondere, più che per guardare. Dietro a tutto questo movimento c’è un numero che fa capire le ambizioni di Meta: un obiettivo interno punterebbe a vendere ben 10 milioni di dispositivi indossabili nella seconda metà del 2026. Una cifra non da poco, che spiega perché l’azienda stia accelerando così tanto sullo sviluppo di nuovi occhiali intelligenti e accessori legati all’intelligenza artificiale.
La corsa nel settore, del resto, è appena cominciata. Anche Google e Samsung si stanno muovendo con i loro occhiali basati su Android XR, mentre la concorrenza spinge tutti a sperimentare formati, stili e funzioni diverse. Tra dispositivi che promettono di tenere d’occhio l’ambiente intorno a chi li indossa e altri che si limitano all’audio, il ventaglio di proposte previsto da Meta per i prossimi mesi appare insolitamente ampio.