Meta Hyperion ha appena superato la soglia dei 50 miliardi di dollari, e il progetto sta diventando qualcosa di enorme, forse il più grande data center mai messo in cantiere dall’azienda. L’ampliamento riguarda il campus nella Richland Parish, in Louisiana, che raggiungerà una capacità di calcolo di 5 GW, più del doppio rispetto ai 2 GW previsti nella prima fase. Un salto notevole, che porta l’investimento complessivo nella regione oltre quella cifra da capogiro, trasformando Hyperion in uno dei maggiori progetti al mondo dedicati all’intelligenza artificiale.
Per capire la portata basta guardare i numeri. Quando il campus venne presentato nel dicembre 2024, il piano parlava di 10 miliardi di dollari. Nel corso del 2025 la cifra era già salita a circa 27 miliardi, spinta dalla joint venture con Blue Owl Capital, che detiene circa l’80% degli edifici e delle infrastrutture, mentre Meta conserva il restante 20% usando gli impianti in locazione. In meno di due anni, insomma, il costo del progetto si è quintuplicato. Tutto nasce dalla fame crescente di potenza di calcolo per addestrare ed eseguire i futuri modelli di Meta Superintelligence Labs, dentro un piano più ampio che per il 2026 prevede investimenti fino a 145 miliardi di dollari in infrastrutture IA.
I benefici economici che Meta rivendica
L’azienda ha accompagnato l’annuncio mettendo in fila i risultati ottenuti sul territorio. Dall’avvio dei lavori sono stati assegnati oltre 1,6 miliardi di dollari di contratti ad aziende della Louisiana, mentre più di un miliardo verrà destinato a strade, reti idriche e sistemi fognari. C’è poi il capitolo scuola: l’aumento delle entrate fiscali locali ha permesso di finanziare bonus più alti per gli insegnanti della Richland Parish, passati da 10.000 a oltre EUR 43.840 per alcuni docenti. Una cifra definita “sbalorditiva” da chi l’ha ricevuta, se si pensa che lo stipendio medio di un insegnante in Louisiana si aggira sui EUR 49.790, tra i più bassi del paese. Meta ha anche donato 5 milioni di dollari al Louisiana Delta Community College per borse di studio rivolte alla formazione di tecnici per data center.
Qualche attività commerciale ne ha davvero tratto vantaggio. Aziende di trasporto locale hanno ampliato flotte e personale, arrivando in certi casi a offrire retribuzioni superiori agli EUR 70.145 all’anno, in una zona dove il reddito medio non supera i 42.000.
Il rovescio della medaglia, affitti alle stelle e famiglie che devono andarsene
C’è però l’altra faccia. L’arrivo di migliaia di lavoratori impiegati nella costruzione ha fatto schizzare in alto i canoni d’affitto, mettendo sotto pressione un mercato immobiliare già fragile in una delle contee più povere dello Stato. Diversi residenti hanno raccontato di essere stati costretti a spostarsi in aree più lontane per via dei prezzi delle case, e ci sono anche episodi di tentativi di sfratto legati a questa pressione abitativa. È il caso di Erika James, nata e cresciuta nella Richland Parish, che insieme ai suoi due figli ha dovuto trasferirsi in un complesso di case mobili a circa 30 minuti dal sito. «C’è letteralmente un cartello fuori che dà il benvenuto ai lavoratori Meta, mentre le famiglie del posto si chiedono dove dovrebbero andare», ha raccontato. «Non c’è nessun posto dove andare se non si possono pagare prezzi triplicati».
Sul fronte energetico, l’accordo con Entergy Louisiana prevede impianti a gas naturale per oltre 5,2 GW di capacità complessiva, sistemi di accumulo a batterie, l’ammodernamento di impianti nucleari esistenti e il supporto allo sviluppo di fino a 2,5 GW di nuova capacità fotovoltaica. Meta assicura che coprirà integralmente i costi di energia, acqua e infrastrutture del campus, e sostiene che l’accordo potrebbe tradursi in oltre 2 miliardi di dollari di risparmi per gli altri clienti della rete elettrica in vent’anni. Alcune associazioni ambientaliste, però, si chiedono chi pagherebbe le nuove infrastrutture energetiche se un giorno Meta dovesse ridimensionare o abbandonare tutto.
Il progetto continua a beneficiare di incentivi pubblici pesanti: la Louisiana ha introdotto un’esenzione ventennale dall’imposta sulle vendite per i data center costruiti entro il 2029, e le autorità statali hanno ammesso senza troppi giri di parole che queste agevolazioni sono state decisive per attrarre l’investimento. Meta godrà di queste esenzioni per due decenni, ma lo Stato ha già chiarito che i benefici percepiti oggi dai cittadini, come i bonus agli insegnanti, sono legati alla fase di costruzione e potrebbero ridursi una volta finiti i lavori.
Il caso di Hyperion non è isolato. Microsoft, Google e Amazon partecipano alla stessa corsa agli incentivi fiscali e agli accordi energetici offerti da stati desiderosi di attrarre investimenti legati al boom dell’IA. Amazon da sola ha già impegnato 12 miliardi di dollari per data center nel nord-ovest della Louisiana. E mentre le big tech vedono in questi progetti un motore di crescita, un numero crescente di associazioni locali e osservatori continua a interrogarsi sugli effetti a medio e lungo termine, soprattutto su consumi energetici, disponibilità di case e sfruttamento delle risorse del territorio.