Meta ha cancellato oltre un milione di account legati a truffe online in un’operazione congiunta che ha messo allo stesso tavolo colossi tecnologici, exchange di criptovalute e forze dell’ordine di mezzo mondo. Un’azione coordinata, la prima di questo tipo nel settore, nata per smantellare le reti criminali che operano soprattutto dal Sud-Est asiatico e che da anni prendono di mira gli utenti americani. Il colosso di Menlo Park, finito spesso sotto accusa per aver lasciato troppo spazio ai truffatori sulle sue piattaforme, ha deciso di cambiare passo affiancandosi a partner di peso.
Meta: chi ha partecipato all’operazione contro le truffe
Nella settimana iniziata il 18 maggio, i rappresentanti di Meta, Microsoft, Coinbase e Starlink si sono riuniti a Washington insieme al Dipartimento di Giustizia americano, alla Polizia Reale Thailandese e ad agenzie di sicurezza provenienti da Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda. L’obiettivo era condividere informazioni e mettere insieme i pezzi sparsi di un puzzle che, da solo, nessuno riusciva a comporre. Il punto interessante è proprio questo: collegare dati che fino a quel momento restavano isolati su piattaforme diverse, permettendo finalmente di vedere il quadro completo.
Le reti criminali al centro dell’indagine si specializzano in diverse tipologie di truffe online. Ci sono le classiche romance scam, in cui qualcuno finge un interesse sentimentale per spillare denaro alla vittima. Ci sono i cosiddetti schemi di “pig butchering”, in cui i malintenzionati convincono le persone a investire in criptovalute per poi sparire con i fondi. E non manca l’impersonificazione delle forze dell’ordine. Ma c’è anche un lato più oscuro: queste organizzazioni offrono finti posti di lavoro ad altri cittadini del Sud-Est asiatico, che poi si ritrovano costretti a lavorare dentro veri e propri centri di truffa.
I numeri di una stretta senza precedenti
Grazie a questa collaborazione, Meta è riuscita a individuare e bloccare più di 1,4 milioni tra account, pagine e gruppi su Facebook e Instagram. Microsoft ha sospeso 20.000 account usati dai truffatori, mentre Coinbase ha congelato criptovalute per un valore superiore ai 2,8 milioni di euro legate a queste reti. Dal canto suo, Starlink ha disconnesso migliaia di kit che, secondo le verifiche, venivano sfruttati proprio dai criminali. Scambiandosi le informazioni, i partner hanno anche identificato altre possibili sedi dei centri di truffa, e le forze dell’ordine hanno già arrestato 63 sospetti.
Nessuno ha rivelato quali saranno le prossime mosse, ma il messaggio è chiaro: le aziende coinvolte vogliono continuare su questa strada per proteggere chi naviga online. Non è certo la prima volta che Meta si muove in questa direzione. In passato aveva già rimosso oltre 2 milioni di account collegati agli schemi di pig butchering, quelli in cui i truffatori illudono le vittime spingendole a investire in criptovalute prima di dileguarsi con i loro soldi.
Le critiche verso l’azienda restano comunque fondate, soprattutto da parte di chi segnala truffe evidenti e si sente rispondere che quelle pagine non violano le regole. Detto questo, negli ultimi tempi l’impegno è cresciuto. Nel corso del 2025 Meta ha rimosso 159 milioni di inserzioni truffaldine e 10,9 milioni di account su Facebook e Instagram riconducibili ai centri criminali. La società ha anche fatto causa ad alcuni inserzionisti in Brasile e in Cina per pubblicità fraudolente che usavano immagini deepfake di celebrità per attirare le persone su siti truffa. E proprio lo scorso marzo ha introdotto strumenti basati sull’intelligenza artificiale capaci di smascherare chi si finge un marchio o un personaggio famoso, oltre ad avvisi che mettono in guardia gli utenti quando rischiano di comunicare con account fraudolenti.