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Il mercato degli smartphone sta attraversando uno dei momenti più complicati della sua storia recente. Nel terzo trimestre del 2026 le spedizioni globali sono diminuite del 20% su base annua, riportando i volumi a livelli che non si vedevano da quattordici anni, cioè dai tempi in cui arrivava nei negozi Galaxy S3. Alla base di questo tracollo c’è soprattutto la crisi della memoria, che sta cambiando in profondità gli equilibri dell’intero settore.
Il calo però non pesa su tutti nello stesso modo e anche le gerarchie tra i produttori si sono spostate. Samsung resta in testa con il 23% del mercato contro il 19% di un anno prima, mentre Apple sale al 22% partendo dal 18%. I marchi cinesi invece si ritrovano con una porzione più ridotta rispetto allo stesso periodo del 2025.
Chi ha resistito e chi ha pagato il conto
Guardando ai singoli numeri il quadro diventa più chiaro. Samsung è riuscita a limitare la discesa al 3%, trainata in particolare dal buon andamento di Galaxy Z Fold 8. Apple ha perso invece il 22% su base annua e qui pesa parecchio l’assenza di iPhone 18 nella versione base. Oppo e Vivo si sono attestate intorno a un calo del 20% mentre Xiaomi ha visto le proprie consegne ridursi del 30%.
Proprio Xiaomi rappresenta il caso più evidente. La sua quota è passata dal 14% al 10% e l’azienda ha scelto di ridimensionare gli investimenti sui prodotti economici e sui mercati esteri considerati non strategici, alzando allo stesso tempo il prezzo medio di vendita e rivedendo al ribasso i piani di spedizione. Samsung ha seguito una strada diversa e ha puntato sugli aumenti di prezzo per far crescere i ricavi anche con volumi in calo, sostenuta dalla domanda di dispositivi costosi e soprattutto dei pieghevoli.
Per Apple quel 22% è un piccolo primato, visto che si tratta della prima quota oltre il 20% mai raggiunta in un terzo trimestre. La flessione dei volumi dipende in gran parte dalla mancanza di iPhone 18 base, che nel mese di lancio ha portato a rifornire i canali di vendita meno rispetto all’anno precedente, quando la gamma iPhone 17 era al completo. iPhone 18 Pro ha comunque raccolto buoni risultati in Cina e in India.
La corsa ai chip e il peso dell’intelligenza artificiale
Dietro tutto questo c’è quello che gli addetti ai lavori chiamano ormai RAMageddon, ovvero la corsa sfrenata ai chip di memoria. Durante il trimestre i prezzi di DRAM e NAND flash hanno continuato a salire, facendo lievitare il peso dei componenti di archiviazione sul costo complessivo di ogni telefono. A mettere sotto pressione il mercato sono state soprattutto le aziende che lavorano nell’intelligenza artificiale, capaci di assorbire buona parte della memoria disponibile e di provocare carenze e rincari. Già a febbraio 2026 le stime parlavano di possibili aumenti dei listini tra il 15 e il 20% nei mesi seguenti proprio a causa della domanda legata all’AI.
Non si tratta nemmeno del primo trimestre colpito dalla crisi della memoria. La contrazione attuale è quasi doppia rispetto a quella registrata tra aprile e giugno, quando le forniture erano scese dell’11%, e i dati preliminari indicano che i prezzi al dettaglio a livello mondiale sono cresciuti del 20% dall’inizio del 2026.
Secondo un analista senior del settore il terzo trimestre è il secondo di fila a subire in pieno l’impatto della carenza di RAMageddon. La scarsità estrema sta spingendo il mercato verso una fase più selettiva, ridisegnando le strategie dei produttori e perfino le abitudini dei consumatori. Le persone tengono i propri dispositivi più a lungo del previsto, prendono sempre più spesso in considerazione i ricondizionati e preferiscono prodotti di maggior valore.
La fascia alta ha tenuto relativamente bene, allargando il distacco con i segmenti più sensibili al prezzo. I rincari hanno spinto diversi modelli economici fuori dalle fasce di prezzo più importanti e chi dispone di un budget limitato si ritrova con meno alternative tra gli smartphone disponibili. Anche il resto del 2026 si annuncia complicato, con i produttori pronti a tagliare ancora la produzione, a snellire i cataloghi e a concentrarsi sui dispositivi premium invece di inseguire i volumi nelle fasce più economiche. Una ripresa significativa delle spedizioni globali appare improbabile finché i costi dei componenti e le condizioni di fornitura non torneranno a migliorare.
Fonte: TecnoAndroid


