MAVEN, la sonda della NASA che ha studiato l’atmosfera di Marte per oltre un decennio, è stata ufficialmente dichiarata fuori uso dopo undici anni di lavoro. Una fine che nessuno aveva previsto, perché non c’erano avvisaglie, nessun segnale che lasciasse intuire qualcosa. Solo un guasto improvviso, di quelli che capitano quando meno te lo aspetti, a chiudere il sipario su una missione che aveva ancora parecchio da raccontare.
Cosa è successo davvero alla sonda MAVEN
Tutto parte dal 6 dicembre scorso. Niente di strano, almeno sulla carta: MAVEN stava semplicemente passando dietro il Pianeta Rosso, una di quelle manovre orbitali ordinarie che la sonda aveva ripetuto chissà quante volte. Solo che da quel momento è calato il silenzio. Nessun segnale, nessuna risposta, il vuoto totale.
A ricostruire la dinamica ci hanno pensato i tecnici della rete Deep Space Network, che hanno passato al setaccio i dati radio raccolti nelle ore successive. E quello che è emerso non è affatto rassicurante. La sonda è riemersa dall’ombra di Marte mostrando anomalie pesanti, è entrata in modalità sicura e ha cominciato a ruotare su se stessa a una velocità anomala, ben oltre il normale. Un movimento incontrollato che, alla lunga, ha fatto due danni grossi: ha compromesso l’orbita e ha svuotato le batterie. Da lì, niente più energia, niente più contatti.
Undici anni di onorato servizio attorno a Marte
La missione marziana di MAVEN era partita con un obiettivo preciso, ovvero capire come e perché l’atmosfera del pianeta si fosse assottigliata nel corso di miliardi di anni. Un lavoro lungo, paziente, fatto di osservazioni continue che hanno permesso agli scienziati di mettere insieme pezzi importanti sulla storia di Marte e sul modo in cui ha perso gran parte della sua aria nello spazio.
Undici anni non sono pochi per una sonda spaziale, anzi. Molte missioni vengono progettate con tempi di vita ben più ridotti, e arrivare a un traguardo simile è già di per sé un risultato notevole. Il problema, qui, è che la NASA non aveva messo in conto un addio così, dovuto a un guasto improvviso piuttosto che a un naturale esaurimento delle risorse. La sonda, in teoria, avrebbe potuto continuare a lavorare ancora a lungo.
Ed è proprio questo a rendere la vicenda un po’ amara. Non c’è stato un declino graduale, un lento spegnimento annunciato. C’è stato un passaggio dietro Marte, una rotazione fuori controllo e poi il buio. Una di quelle situazioni in cui la tecnologia, per quanto sofisticata, mostra tutta la sua fragilità davanti alle insidie dello spazio profondo. Il lavoro accumulato in questi anni, comunque, resta. I dati raccolti da MAVEN continueranno a essere studiati e analizzati, perché rappresentano un patrimonio prezioso per chi cerca di capire l’evoluzione del Pianeta Rosso. La sonda non trasmette più, ma quello che ha inviato a Terra durante la sua attività ha già lasciato il segno nella ricerca planetaria.