Un sistema fluviale sotterraneo nascosto sotto il cratere Jezero sta riscrivendo quello che si pensava di sapere sulla storia dell’acqua su Marte. La scoperta arriva dal rover Perseverance, che con i suoi strumenti radar è riuscito a guardare oltre la superficie arida e polverosa del pianeta rosso, trovando qualcosa di davvero inaspettato: un reticolo di canali e depositi sedimentari che racconta di un mondo molto diverso da quello che vediamo oggi. Parliamo di un pianeta che, in un passato lontanissimo, era attraversato da fiumi, delta e probabilmente grandi quantità di acqua liquida.
La cosa più interessante è che questo sistema fluviale sembra essere molto più esteso e molto più antico di quanto gli scienziati avessero ipotizzato finora. Non si tratta di tracce superficiali o di piccoli indizi geologici. È qualcosa di strutturato, sepolto sotto strati di roccia e polvere accumulati in milioni di anni, che suggerisce la presenza prolungata di acqua su Marte. E qui sta il punto fondamentale della scoperta: l’acqua non è semplicemente comparsa e scomparsa in fretta. È rimasta. Ha avuto tempo di scavare, depositare sedimenti, modellare il paesaggio sotterraneo del cratere Jezero.
Perché questa scoperta è così importante per la ricerca della vita
Il fatto che l’acqua su Marte sia durata più a lungo di quanto si credesse ha implicazioni enormi. Ogni volta che si allunga la finestra temporale in cui l’acqua era presente, aumentano anche le possibilità che forme di vita microbica abbiano avuto il tempo di svilupparsi. È un po’ come trovare un indizio in più in un’indagine che va avanti da decenni: non è la prova definitiva, ma cambia la prospettiva sull’intera vicenda.
Il rover Perseverance ha utilizzato il suo strumento radar RIMFAX per sondare il sottosuolo di Jezero, riuscendo a penetrare diversi metri sotto la superficie. Quello che è emerso è una mappa sotterranea di canali e strutture sedimentarie che si estende ben oltre i confini del delta visibile in superficie. In pratica, ciò che si vede dall’alto è solo una frazione di quello che esiste sotto.
Un pianeta che nasconde ancora molti segreti
Questa rivelazione aggiunge un tassello cruciale alla comprensione del passato di Marte. Il cratere Jezero era già stato scelto come sito di atterraggio proprio perché mostrava segni evidenti di un antico lago con un delta fluviale. Ma scoprire che sotto quel paesaggio esiste un sistema fluviale ancora più vasto e antico significa che la storia idrologica del pianeta rosso è stata sottovalutata.
Gli scienziati del team di Perseverance stanno ora analizzando i dati raccolti per capire con maggiore precisione la cronologia di questi depositi sotterranei. Quanto è durata effettivamente la presenza di acqua? Si parla di centinaia di milioni di anni o forse anche di più? E soprattutto, quali condizioni chimiche esistevano in quell’ambiente?
I campioni di roccia che il rover sta raccogliendo nel cratere Jezero sono destinati a tornare sulla Terra con la futura missione Mars Sample Return. Sarà solo a quel punto, analizzandoli nei laboratori terrestri, che si potrà davvero stabilire se quei canali sotterranei di Marte abbiano mai ospitato qualcosa di vivo.