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Al Salone di Parigi 2026 il gruppo Stellantis ha deciso di affidare a ogni suo marchio un concept con cui raccontare il proprio domani. Ogni marchio tranne uno, però. Lancia è infatti rimasta fuori da questa operazione e non ha portato sotto i riflettori nessun prototipo in grado di mostrare quale direzione intenda prendere nei prossimi anni. Mentre gli altri brand del gruppo hanno usato la vetrina francese per parlare apertamente del loro futuro, la casa torinese ha scelto o forse ha dovuto scegliere il silenzio.
Un salone dove tutti guardano avanti
Chi segue da vicino il mondo dell’auto sa bene che un concept non è mai soltanto un esercizio di stile da esporre su una pedana girevole. Di solito è il modo più diretto che un costruttore ha per dire al pubblico e agli addetti ai lavori dove vuole arrivare, quali linee intende seguire e che tipo di identità vuole costruirsi. È una sorta di dichiarazione d’intenti con quattro ruote, qualcosa che serve tanto a stuzzicare la curiosità quanto a dare un segnale preciso al mercato.
Proprio per questo la scelta di Stellantis di dotare i suoi marchi di un prototipo dedicato in occasione del salone parigino ha un peso che va oltre la semplice esposizione. Significa dare a ciascuno di loro un palcoscenico e una voce. Significa permettere a ogni brand di presentarsi con un’idea chiara di sé, di mostrare una visione e di farla toccare con mano. In un appuntamento del genere avere qualcosa da mettere in mostra è quasi una necessità, perché è lì che si misura l’attenzione del pubblico e si costruisce l’attesa per ciò che arriverà.
Il silenzio di Lancia e i dubbi sulla strategia
In questo quadro l’assenza di un concept firmato Lancia salta subito all’occhio. Non si tratta di un dettaglio marginale, perché il confronto con gli altri marchi del gruppo rende la mancanza ancora più evidente. Gli altri hanno parlato del proprio domani, la casa italiana invece non ha detto nulla, almeno non attraverso il linguaggio che a Parigi è stato scelto da tutti: quello dei prototipi. Ed è proprio da qui che nasce la domanda che in molti si stanno ponendo. La strategia pensata per il marchio è ancora valida oppure va rivista da capo? Il fatto che Stellantis abbia deciso di non assegnare a Lancia un ruolo in questa vetrina lascia aperto più di un interrogativo sul posto che il brand occupa oggi all’interno del gruppo e sul percorso che lo attende. Un salone dell’auto, del resto, è anche un momento in cui si leggono le gerarchie e le priorità di un costruttore. Chi riceve spazio, chi viene messo al centro della scena e chi invece resta ai margini racconta molto delle scelte prese a monte. In questa edizione parigina il messaggio arrivato dal gruppo è stato netto nella sua uniformità, con un concept per ogni marchio, e proprio questa uniformità ha reso ancora più visibile l’unica eccezione.
Un’assenza che pesa sul futuro del marchio
Per un marchio con una storia come quella di Lancia, non avere un prototipo con cui presentarsi a un appuntamento così importante vuol dire rinunciare a un’occasione per raccontare la propria identità e le proprie ambizioni. Gli appassionati, che guardano sempre con grande attenzione a ogni mossa della casa, si sono ritrovati senza un segnale concreto da interpretare.
Il risultato è che il dibattito si è spostato inevitabilmente sulla direzione che il gruppo vuole imprimere al brand. Parlare di futuro, in un contesto come quello di un salone internazionale, significa farlo con qualcosa di tangibile. E a Parigi tutti i marchi di Stellantis hanno avuto il loro concept da mostrare, tutti tranne Lancia.
Fonte: TecnoAndroid








