Quando Steve Jobs salì sul palco nel 2010 per mostrare il primo iPad, raccontò una storia precisa: tra iPhone e Mac c’era spazio per qualcosa di nuovo. Non uno smartphone gonfiato, non un computer rimpicciolito, ma un terzo dispositivo pensato per navigare, leggere, guardare film, giocare e lavorare in modo più diretto. Oggi, sedici anni dopo, quella scommessa appare vinta. Eppure il futuro dell’iPad non sembra più così sicuro, e i motivi hanno due nomi precisi: iPhone Ultra e MacBook Ultra.
L’iPad nel frattempo è cresciuto, eccome. È entrato nelle case, nelle aule scolastiche, negli uffici, in flussi di lavoro professionali di ogni tipo. Una categoria solida, insomma. Però proprio adesso che sembra tutto consolidato, Apple starebbe lavorando a due prodotti capaci di mordere parecchio del terreno che fino a ieri apparteneva al tablet. Da una parte c’è iPhone Ultra, il primo iPhone pieghevole. Dall’altra MacBook Ultra, il portatile che dovrebbe finalmente portare un display touchscreen su un Mac.
iPhone Ultra potrebbe mandare in pensione l’iPad mini
Chiuso, iPhone Ultra dovrebbe regalare un’esperienza simile a quella di uno smartphone normale, magari con proporzioni un po’ diverse. Aperto, invece, si avvicinerebbe parecchio a un iPad mini. Ed è qui che le cose si complicano per il tablet. Se in tasca puoi avere un oggetto che fa l’iPhone quando ti serve maneggevolezza e diventa un piccolo tablet quando vuoi più spazio, prima o poi qualcuno si chiederà se ha ancora senso comprare anche un iPad a parte.
All’inizio il danno sarà contenuto. Il primo pieghevole sarà un prodotto caro, particolare, pensato per chi ama provare le novità o non bada troppo alla spesa. Ma se la categoria attecchisce, Apple potrebbe ampliarla con più modelli, prezzi via via più abbordabili e formati diversi. A quel punto l’iPad nelle versioni più compatte rischia di perdere una bella fetta della sua ragion d’essere.
Il Mac che si tocca toglie all’iPad un altro asso
L’altro fronte è quello del Mac. Per anni la differenza più netta tra le due famiglie è stata proprio il tocco. L’iPad ti lasciava toccare lo schermo, usare Apple Pencil, disegnare, annotare, gestire i contenuti con le dita. Il Mac, fedele a tastiera e trackpad, no.
Con MacBook Ultra questa regola potrebbe saltare. Se il touchscreen arriva davvero sui portatili Apple, l’iPad perde uno dei suoi tratti più distintivi. Non diventa inutile, sia chiaro, ma spiegare perché preferire un iPad Pro con tastiera a un MacBook con schermo touch e macOS completo diventa improvvisamente più difficile.
Oggi l’iPad abita ancora una zona di mezzo: più versatile di un iPhone, più immediato di un Mac, ma non sempre abbastanza potente o libero da sostituire un vero computer. Se il Mac inizia ad assorbire le sue funzioni migliori, ad Apple toccherà reinventare un motivo per renderlo indispensabile.
L’iPad deve cambiare pelle per non finire schiacciato
Nessuno dei due prodotti dovrebbe intaccare subito le vendite. iPhone Ultra sarà con tutta probabilità un oggetto di nicchia, con numeri simili a quelli di iPhone Air, mentre il touchscreen sui Mac richiederà tempo per diffondersi sull’intera gamma, con prezzi che potrebbero restare salatissimi.
Il nodo vero è il lungo periodo. Tra cinque anni un pieghevole più maturo e un MacBook che si tocca potrebbero coprire gran parte delle esigenze che oggi spingono ad acquistare un iPad. Apple dovrà allora scegliere cosa farne. Spingerlo verso la creatività, trasformandolo nello strumento definitivo per Apple Pencil. Renderlo più modulare, più adatto alla domotica, alla scuola, al lavoro in movimento. Oppure lasciarlo scivolare verso una posizione più di nicchia, meno centrale di quanto sia stato finora.