Quei video che girano ovunque sui social, con ladri in bicicletta che strappano lo smartphone dalle mani dei passanti, non sono solo contenuti virali. Rappresentano un problema reale e sempre più diffuso. Un iPhone rubato mentre è ancora sbloccato diventa una miniera d’oro per chi lo sottrae: app, email, messaggi, foto, wallet e impostazioni sensibili sono tutti accessibili prima che il legittimo proprietario riesca a fare qualcosa. Ed è proprio su questo scenario che Apple starebbe lavorando, con una nuova funzione pensata per bloccare automaticamente il dispositivo nel momento stesso in cui viene strappato di mano.
Alcuni indizi trovati nel codice di iOS 26.6 suggeriscono che il sistema sarebbe in grado di riconoscere il momento dello scippo e reagire prima che il ladro riesca a interagire con il telefono. Il meccanismo si baserebbe sull’accelerometro, quel sensore che permette a iPhone di leggere movimenti bruschi, accelerazioni improvvise e cambi repentini di direzione. Combinando tra loro questi segnali, il dispositivo potrebbe distinguere un normale spostamento da uno strappo compatibile con un furto. Vale la pena ricordare che una funzione simile esiste già su Android, dove si chiama Theft Detection Lock.
Apple Watch e reti WiFi come segnali aggiuntivi
Ma Apple non si fermerebbe al solo accelerometro. Un altro elemento sotto valutazione riguarda la distanza da un Apple Watch abbinato. Il ragionamento è piuttosto intuitivo: se iPhone si allontana rapidamente mentre Apple Watch resta al polso del proprietario, quella separazione improvvisa tra i due dispositivi potrebbe funzionare come ulteriore conferma che qualcosa non va. A quel punto, il blocco dello schermo scatterebbe in automatico.
La nuova protezione si integrerebbe anche con le regole già previste dalla funzione Protezione del dispositivo rubato, introdotta da Apple per rendere più complicato l’accesso ad alcune impostazioni critiche quando iPhone si trova lontano dai luoghi abituali. Il sistema potrebbe quindi verificare se il dispositivo è collegato a una rete WiFi conosciuta o se si trova in un posto familiare, come casa o il luogo di lavoro. Se invece il telefono risultasse in un contesto non abituale e il movimento rilevato apparisse compatibile con uno scippo, iPhone verrebbe bloccato automaticamente e l’accesso alle aree più sensibili sarebbe ulteriormente limitato.
La sfida della precisione: evitare falsi allarmi
Qui arriva la parte più delicata. Una funzione di questo tipo deve essere abbastanza precisa da capire la differenza tra uno scippo reale e altri movimenti bruschi che capitano tutti i giorni. Una corsa improvvisa per prendere l’autobus, una caduta accidentale, un passaggio rapido del telefono da una mano all’altra: situazioni normalissime che però, viste dai sensori, potrebbero sembrare sospette. Il blocco automatico ha senso soltanto se interviene in fretta, ma un sistema troppo sensibile finirebbe per diventare fastidioso nell’uso quotidiano. È già successo con la funzione equivalente implementata su Android, dove i falsi positivi hanno rappresentato un problema concreto.