Le indiscrezioni su iOS 27 stanno già facendo discutere, e a ragione. Con il WWDC 2026 fissato per l’8 giugno, qualcuno ha pensato bene di anticipare la lista degli iPhone compatibili con il prossimo grande aggiornamento di Apple. E per chi tiene ancora stretto un modello non proprio recentissimo, le notizie non sono grandiose.
Stando a quanto trapelato sul social cinese Weibo, a pubblicare l’elenco è stato l’account Instant Digital, e i tagli ci sono eccome. iPhone 11, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max e iPhone SE di seconda generazione verrebbero esclusi dal supporto a iOS 27. Chi possiede uno di questi dispositivi, in pratica, si fermerebbe a iOS 26 come ultima versione completa del sistema operativo. Certo, le patch di sicurezza continueranno ad arrivare ancora per un po’, come Apple ha sempre fatto in questi casi, ma la strada degli aggiornamenti principali si chiuderebbe qui.
Se tutto venisse confermato, sarebbe il secondo anno consecutivo in cui Apple decide di sfoltire la lista dei dispositivi supportati. Lo scorso giro era toccato alla famiglia iPhone XS, e stavolta il requisito minimo per iOS 27 salirebbe a iPhone 12. Per la linea SE, invece, servirebbe almeno la terza generazione.
L’aggiornamento che c’è, ma non del tutto
Fin qui, tutto abbastanza prevedibile. Apple segue da anni una logica di esclusione progressiva, e parliamo di modelli che risalgono al 2019: hanno già accumulato sei anni di aggiornamenti, un traguardo che nel mondo Android resta un miraggio per la stragrande maggioranza dei produttori. Il punto, però, è che la questione non si esaurisce con chi viene tagliato fuori del tutto.
Perché c’è un aspetto meno ovvio ma altrettanto rilevante. Molte delle funzionalità principali di iOS 27 saranno legate ad Apple Intelligence, il sistema di intelligenza artificiale che Apple sta spingendo con forza crescente. E Apple Intelligence richiede come minimo un iPhone 15 Pro, quindi un chip A17 Pro o superiore.
Questo significa una cosa molto concreta: chi ha un iPhone 12, un iPhone 13 o un iPhone 14 riceverà tecnicamente l’aggiornamento a iOS 27, ma si ritroverà con un sistema operativo in cui mancano proprio le novità di cui si parlerà di più. Un aggiornamento a metà, per dirla in modo schietto. Le funzionalità più pubblicizzate, quelle che finiranno nei keynote e nelle campagne marketing, semplicemente non gireranno su quei dispositivi. Non per una scelta punitiva, ma per limiti hardware reali.
Una doppia esclusione: formale e sostanziale
Il quadro che si sta delineando in vista del WWDC 2026 racconta quindi una situazione su due livelli. Da un lato c’è l’esclusione formale, quella netta e definitiva, che riguarda gli iPhone più datati e li lascia fermi alla versione precedente. Dall’altro c’è un’esclusione più sottile, tecnica ma concretissima, che colpisce chi possiede un dispositivo ancora supportato ma privo della potenza necessaria per far girare Apple Intelligence.
La conferma ufficiale di tutto questo arriverà soltanto l’8 giugno, quando Apple salirà sul palco del WWDC e svelerà nel dettaglio cosa porta iOS 27 e su quali dispositivi funzionerà pienamente. Fino a quel momento restano indiscrezioni, certo, ma il pattern è coerente con le scelte degli ultimi anni e la direzione che Apple ha preso è ormai piuttosto chiara: il futuro del software passa dall’intelligenza artificiale, e per accedervi serve hardware all’altezza.
