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Intel Fab 38 in Israele, esplosione e tre feriti: sospetto un gas

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Un’esplosione seguita da un incendio ha colpito il Fab 38 di Intel a Kiryat Gat, in Israele, e il bilancio provvisorio parla di almeno tre persone ferite. Le squadre di emergenza stanno verificando il possibile coinvolgimento di materiali pericolosi e l’ipotesi che circola con più insistenza riguarda una bombola di gas impiegata nella lavorazione dei chip. Da quanto emerso finora l’incidente non sembra avere alcuna matrice geopolitica, però tocca uno stabilimento che per il colosso americano dei semiconduttori ha un valore tutt’altro che marginale.

La cronologia è abbastanza chiara. I Servizi antincendio e di soccorso israeliani hanno confermato di aver ricevuto la segnalazione alle 14:12 ora locale, con la notizia di uno scoppio e di fiamme all’interno dell’impianto di Kiryat Gat. Nel giro di poco sul posto sono arrivate fino a 8 squadre tra vigili del fuoco e soccorritori, comprese unità specializzate nella gestione di sostanze pericolose. Il compito era doppio, perché da una parte bisognava cercare eventuali lavoratori rimasti intrappolati e dall’altra tenere sotto controllo l’incendio prima che si estendesse.

Stando alle ultime informazioni disponibili, tre lavoratori sono stati portati in ospedale con ferite gravi. Uno di loro si trova in condizioni critiche.

Intel Fab 38 in Israele: il sospetto sul trifluoruro di azoto

Le autorità stanno concentrando l’attenzione su una bombola contenente trifluoruro di azoto, noto con la sigla NF₃. Si tratta di un gas speciale utilizzato nei processi produttivi dei semiconduttori ed è proprio questo cilindro, secondo chi indaga, che potrebbe aver innescato tutto. Non c’è ancora una conferma definitiva sulla dinamica, ma la presenza delle unità dedicate ai materiali pericolosi tra i soccorritori dice parecchio su quanto la situazione sia stata presa sul serio fin dai primi minuti.

Chi lavora in ambienti del genere convive ogni giorno con sostanze delicate da maneggiare, e un episodio come questo riporta l’attenzione sulla sicurezza negli stabilimenti dove nascono i chip. Al momento comunque l’unico elemento indicato dagli inquirenti resta la bombola di NF₃, senza ulteriori dettagli sulle cause precise dello scoppio.

Perché il Fab 38 conta così tanto per Intel

Per capire il peso di quanto accaduto bisogna guardare al ruolo che il Fab 38 ricopre nei piani dell’azienda. Lo stabilimento ospita infatti l’unica camera bianca di Intel attualmente vuota e quasi pronta per essere collegata agli impianti e attrezzata con i macchinari di produzione. In pratica è lo spazio libero più vicino all’operatività che il gruppo abbia a disposizione in questo momento per fabbricare nuovi chip.

La storia recente del cantiere è piuttosto particolare. A luglio 2025 Intel aveva messo in pausa i lavori più ampi sul sito, chiedendo a Hoffman Construction di concentrarsi esclusivamente sul completamento della struttura di una sola delle due camere bianche previste dal progetto. Poco più di un anno dopo l’impresa ha quasi chiuso gli impegni contrattuali legati a questa prima sala e ha aggiornato la propria pagina dedicata al Fab 38 indicando il 2026 come anno di completamento.

Una volta terminato, l’impianto di Kiryat Gat porterà nell’arsenale di Intel oltre 600.000 piedi quadrati di camera bianca, con strumenti in grado di gestire nodi produttivi basati sulla litografia EUV, come dichiarato dalla stessa Hoffman.

Fonte: TecnoAndroid

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