C’è una notizia che sta facendo storcere il naso a chi seguiva con interesse i processori desktop di Intel, perché l’azienda ha ritoccato al rialzo, e senza troppi clamori, i prezzi consigliati dei suoi Core Ultra 200S Plus. La linea Arrow Lake Refresh, arrivata sul mercato a marzo 2026, si era fatta notare proprio per un rapporto tra prestazioni e prezzo che pochi si aspettavano così generoso. Ora quel vantaggio rischia di sfumare, almeno in parte.
I nuovi listini, comparsi sulle pagine del catalogo ufficiale Intel e poi confermati dalla stessa azienda, raccontano di rincari che arrivano a sfiorare il 16 per cento sui modelli più richiesti. Non un dettaglio da poco, considerando che era proprio il prezzo a rendere questi chip così appetibili.
Quanto costano adesso le CPU della gamma Plus
Gli aumenti colpiscono in modo diretto le tre varianti pensate per la fascia media e medio alta del mercato PC. Al momento i grandi rivenditori online negli Stati Uniti non hanno ancora recepito del tutto il rincaro e continuano a smaltire le ultime scorte a cifre vicine a quelle di lancio. Il Core Ultra 7, per esempio, si trova ancora intorno ai 290 euro. Anche su Amazon Italia i prezzi sono rimasti più o meno quelli dell’esordio, salvo qualche offerta sporadica. È però questione di tempo prima che il mercato al dettaglio si allinei ai nuovi valori nelle prossime settimane.
La mossa ha già acceso più di una polemica nella community hardware. Quando i chip erano appena arrivati sugli scaffali, recensori e youtuber li avevano riempiti di elogi proprio per la convenienza. L’Ultra 7 270K Plus offriva un rapporto qualità prezzo notevole, mentre l’Ultra 5 250K Plus superava la concorrenza nella produttività garantendo comunque prestazioni videoludiche di tutto rispetto, il tutto sotto i 190 euro. L’azienda ha spiegato il rincaro parlando di forti pressioni e costi in crescita lungo la catena di approvvigionamento, uniti a una domanda che si è rivelata più alta del previsto.
Il nodo della piattaforma e il confronto con AMD
Sul piano tecnico la gamma Core Ultra Plus aveva finalmente sistemato i difetti di gioventù dell’architettura Arrow Lake originaria. Grazie a un incremento di 900 MHz sul bus di interconnessione die to die e al supporto nativo per le memorie DDR5-7200, i tecnici di Santa Clara erano riusciti ad abbassare la latenza interna, regalando a questi chip un boost del 12 per cento nei giochi rispetto alla generazione precedente.
Il problema è che l’aumento di prezzo cambia le carte in tavola. Chi vuole montare un PC da zero si scontra con un limite strutturale, perché le CPU Intel richiedono il socket LGA1851, una piattaforma considerata ormai a fine corsa che non vedrà arrivare ulteriori generazioni di processori. Dall’altra parte AMD tiene stabili i listini della famiglia Ryzen 9000 e dei chip da gioco con tecnologia 3D V-Cache, potendo contare su una piattaforma come AM5 che promette aggiornamenti ancora per diversi anni. Se l’idea di Intel era strappare quote di mercato ad AMD nella fascia media, questa revisione dei prezzi rischia di trasformarsi in un autogol piuttosto rumoroso.