La guerra dei brevetti tra Insta360 e DJI è entrata in una fase nuova, con una contro-denuncia che ribalta i ruoli e porta lo scontro direttamente nei tribunali statunitensi. Tutto parte da Insta360 Luna Ultra, una gimbal camera di fascia alta nata dalla collaborazione con Leica, che ha fatto scattare quasi immediatamente la reazione legale della rivale. Due aziende che, va detto, non sono mai state in buoni rapporti.
La prima mossa di DJI e la risposta immediata
Il giorno stesso del lancio di Luna Ultra, DJI ha depositato due cause negli Stati Uniti. La tesi è semplice nella sostanza: la nuova videocamera assomiglia troppo ai modelli recenti della famiglia Osmo Pocket, in particolare alla variante Pro arrivata sul mercato solo qualche settimana prima. L’accusa riguarda sia il design sia alcune soluzioni tecnologiche, e oltre al risarcimento dei danni DJI chiede lo stop alle vendite del prodotto.
La controparte non si è fatta attendere. Appena due giorni dopo, Insta360 ha presentato a sua volta due denunce, sempre negli Stati Uniti, sostenendo che DJI avrebbe sfruttato senza autorizzazione cinque suoi brevetti tecnologici. Si parla di sistemi di stabilizzazione su gimbal, controllo direzionale, stabilizzazione avanzata delle immagini, sovrapposizione di dati telemetrici e stabilizzazione video panoramica. Roba che tocca il cuore tecnico di parecchi prodotti.
I dispositivi coinvolti e le parole del fondatore
Le presunte violazioni, secondo Insta360, sarebbero distribuite su una lunga lista di prodotti DJI. Tra questi ci sono Osmo Pocket, i gimbal Ronin e RS, la linea Osmo Mobile e le videocamere Osmo 360. Non un singolo dispositivo, insomma, ma buona parte del catalogo dedicato alla stabilizzazione.
A mettere la faccia sulla vicenda è stato JK Liu, fondatore e amministratore delegato di Insta360, con dichiarazioni piuttosto dirette. Ha spiegato che l’azienda preferisce lasciar parlare i propri prodotti, ma che non ha paura di affrontare una battaglia legale quando viene sfidata. Sulla protezione della proprietà intellettuale il tono è stato netto: adotteranno misure decisive per difendere le proprie innovazioni da qualsiasi violazione.
Liu ha tenuto a precisare un punto che pesa parecchio sul piano della narrazione. Luna Ultra, ha detto, è frutto di anni di ricerca e sviluppo indipendenti, non una risposta a un prodotto concorrente. Lo sviluppo sarebbe partito già nel 2020, costruito sulle basi gettate da dispositivi precedenti come la serie ONE R, le webcam della serie Link e i gimbal della serie Flow. Tutta tecnologia e direzione progettuale che, secondo Insta360, avrebbero portato dritto alla nuova gimbal camera.