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IMSS in Messico, almeno 16 neonati morti: sospetti su Klebsiella

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Almeno 16 morti di neonati hanno acceso i riflettori sulle terapie intensive neonatali dell’Istituto Messicano di Previdenza Sociale (IMSS) in Messico. Da settembre l’ente deve rispondere a diverse indagini per i decessi di bambini assistiti in due reparti, uno a Durango e l’altro a Guadalajara. In vari casi è stata rilevata la Klebsiella pneumoniae, un batterio in grado di causare infezioni gravi, mentre alcune famiglie di Guadalajara hanno segnalato anche la presenza del fungo Candida albicans.

A Durango sono morti cinque piccoli e quattro di loro erano positivi alla Klebsiella. A Guadalajara la stampa ha documentato almeno undici famiglie che hanno perso un figlio dopo le cure ricevute al Centro Médico Nacional de Occidente, mentre l’IMSS riconosce sei decessi in cui un’infezione compare tra le cause. Finora nessuna autorità ha indicato un legame epidemiologico tra quanto accaduto nei due ospedali.

Per capire il quadro serve qualche dettaglio sui due microrganismi. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti la Klebsiella vive spesso nell’intestino senza fare danni ma può provocare polmonite, meningite e infezioni del sangue o delle ferite chirurgiche. Si trasmette soprattutto per contatto tra persone o attraverso strumenti contaminati come ventilatori e cateteri, e alcune varianti resistono a diversi antibiotici. La Candida invece può diventare pericolosa quando cresce senza controllo, con un rischio più alto nei pazienti ricoverati, in chi usa cateteri venosi centrali e nei nati prematuri. Sono condizioni frequenti in una terapia intensiva neonatale, dove igiene e sterilizzazione diventano decisive.

IMSS in Messico: 5 decessi in pochi giorni a Durango

Tra il 1 e il 19 settembre la terapia intensiva neonatale dell’Hospital General de Zona No. 1 ha accolto undici neonati in condizioni gravi. Sei sono stati dimessi e cinque sono morti nell’arco di appena cinque giorni, tre il 15 settembre, uno il 18 e l’ultimo il 19. Il quinto bambino era negativo alla Klebsiella come i sei sopravvissuti e resta ancora da chiarire se e come il batterio abbia inciso sugli altri quattro decessi.

Dopo i lutti l’IMSS ha chiuso temporaneamente il reparto ai nuovi ricoveri. La commissione statale per i rischi sanitari ha prelevato campioni anche nelle sale operatorie, visto che due neonati erano stati operati, e ha chiesto i registri di pulizia e manutenzione. Quando sono partiti i controlli esterni il reparto era però già stato sanificato a fondo e le colture ambientali non hanno trovato Klebsiella. I campioni prelevati dai pazienti sono stati inviati a Città del Messico per una sequenza genetica.

Le famiglie si sono rivolte anche alla Procura generale della Repubblica e il 6 ottobre il loro avvocato ha riferito di esumazioni per eseguire autopsie, senza precisare quanti corpi siano stati coinvolti. Intanto Roxana Blanca Rivera Leaños è stata rimossa dalla guida dell’IMSS di Durango e al suo posto è arrivato Saúl Nevárez Jiménez.

Guadalajara e i casi che risalgono a marzo

Tra le storie emerse a fine settembre c’è quella di Anthony Jassiel, nato il 16 giugno e ricoverato per un problema intestinale nell’ospedale di ginecologia e ostetricia del Centro Médico Nacional de Occidente. È morto il 7 luglio. Alla madre era stato detto che aveva la Klebsiella pneumoniae e il certificato di morte cita anche la Candida albicans. In sala d’attesa la famiglia aveva conosciuto i genitori di Elián e José Nayib, e confrontandosi i tre nuclei hanno deciso di denunciare insieme.

Alcuni genitori raccontano di aver visto personale entrare senza camice o mascherina e toccare i bambini dopo aver usato il cellulare senza lavarsi le mani. Sostengono poi che il direttore del reparto abbia ammesso la presenza di batteri e funghi spiegando che “in 20 giorni avrebbero potuto controllare il focolaio”. Il 29 settembre il segretario alla Salute di Jalisco Héctor Raúl Pérez Gómez ha dichiarato di non essere a conoscenza della denuncia. Due giorni dopo il direttore generale dell’IMSS Zoé Robledo ha riconosciuto che nel corso del 2026 in quel reparto erano stati individuati e notificati focolai di infezioni ospedaliere. Il caso più vecchio noto è quello di Elías Miguel Escalante García, nato il 14 marzo e morto 15 giorni dopo.

Le verifiche in corso

Il 2 ottobre l’IMSS ha annunciato un audit clinico indipendente sui casi di Guadalajara affidato a specialisti esterni di neonatologia, infettivologia ed epidemiologia, avviato secondo Robledo il 6 ottobre. Il direttore dell’ospedale e il responsabile del reparto sono stati sospesi temporaneamente e l’istituto nazionale InDRE analizzerà i microrganismi per risalire all’origine dei focolai. La Segreteria della Salute ha creato inoltre un Comando Operativo che controllerà tutte le 77 terapie intensive neonatali dell’IMSS a partire da Jalisco, esaminando infezioni, antibiotici, lavaggio delle mani, cura dei cateteri, acqua, scarichi e numero di operatori per neonato. Le stesse misure verranno applicate anche nel reparto di Durango.

Fonte: TecnoAndroid

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