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Il Signore degli Anelli: la serie radio BBC più fedele dei film

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Tra le tante versioni de Il Signore degli Anelli ce n’è una che entusiasma gli esperti di Tolkien più di qualsiasi film. Dura 13 ore, è considerata molto più fedele ai libri e non ha nemmeno un’immagine. Si tratta di un adattamento radiofonico che, a distanza di decenni, molti appassionati indicano ancora come la versione definitiva della saga.

Il momento è particolare. La trilogia di Peter Jackson compie 25 anni e l’opera di J.R.R. Tolkien sembra più viva che mai. Quei tre film hanno conquistato milioni di spettatori e incassato quasi 3 miliardi di dollari, circa 2,6 miliardi di euro, aprendo la strada anche ai tre capitoli dedicati a Lo Hobbit. Qualche anno più tardi Prime Video ha deciso di raccontare storie mai portate sullo schermo con Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, portando le pagine dello scrittore britannico nel mondo dello streaming. E intanto Andy Serkis procede spedito con il nuovo film del franchise, intitolato Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum, che ruota attorno a uno dei personaggi più amati dell’intero universo narrativo e vede nel cast lo stesso Serkis insieme a Ian McKellen ed Elijah Wood.

In mezzo a tutti questi progetti esiste però un adattamento che tende a passare inosservato. Eppure per una parte dei fan questa versione sonora supera addirittura la trilogia cinematografica.

La serie radiofonica della BBC che ha anticipato Jackson

Parliamo di una serie radiofonica della BBC realizzata nel 1981, quindi ben prima dei film di Jackson. Tutto parte dal successo dell’animazione di Ralph Bakshi del 1978, che adattava una porzione de La Compagnia dell’Anello e de Le Due Torri. La rete britannica decise allora di portare l’intera storia alla radio, un mezzo molto seguito in quegli anni. Quello che nessuno poteva immaginare era che quel lavoro, trasmesso in 26 episodi nell’arco di sei mesi, sarebbe stato ricordato oltre 40 anni dopo come uno degli adattamenti più fedeli e amati dell’opera tolkieniana.

Le sue 13 ore complessive restituiscono la saga con una cura quasi maniacale e conservano molti più elementi del testo originale rispetto a quanto si vede al cinema. Il radiodramma include i dialoghi scritti dall’autore e anche i passaggi poetici del romanzo, andando oltre perfino le scene presenti nelle 11 ore e mezza delle versioni estese firmate da Jackson.

C’è poi un altro vantaggio che pesa parecchio, ovvero la libertà concessa da una durata così lunga. Senza i vincoli tipici di una sala cinematografica, la serie rispetta i tempi narrativi delle avventure di Frodo e della Compagnia dell’Anello e segue un ritmo molto vicino a quello dei libri. Gli sceneggiatori Brian Sibley e Michael Bakewell hanno cercato di restare il più possibile aderenti all’opera, lavorando sotto la supervisione di Christopher Tolkien, figlio dello scrittore.

Un cast pieno di voci note al grande pubblico

Anche il reparto attoriale merita attenzione, perché dentro questo adattamento si trovano nomi che il pubblico di oggi riconosce senza fatica. Ian Holm prestò la voce a Frodo, circa vent’anni prima di vestire i panni di Bilbo nei film di Jackson. Bill Nighy, volto noto di Love Actually e Pirati dei Caraibi, interpretò invece Samvise Gamgee.

Non mancano poi alcuni ritorni dal mondo dell’animazione. Michael Graham Cox nel ruolo di Boromir e Peter Woodthorpe in quello di Gollum ripresero infatti i rispettivi personaggi già doppiati nella versione animata di Ralph Bakshi, confermando un legame diretto tra i due progetti e regalando continuità a una produzione che ancora oggi resta tra le più complete mai dedicate a Il Signore degli Anelli.

Fonte: TecnoAndroid

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