Le prime ore di COMPUTEX 2026 hanno già regalato annunci di peso, e tra questi spiccano le novità targate HP, che a Taipei ha portato una nuova generazione di dispositivi pensati per chi vuole sfruttare l’intelligenza artificiale direttamente sul proprio computer, senza dover passare per il cloud. Due notebook costruiti sulla piattaforma NVIDIA RTX Spark e un mini PC dotato di Thunderbolt Share sono i protagonisti di un’offerta che guarda dritta a creatori di contenuti, sviluppatori e professionisti.
L’azienda statunitense ha presentato il tutto come antipasto della fiera, che si svolge dal 2 al 5 giugno 2026. Il messaggio è chiaro: si passa dalla semplice sperimentazione dell’IA all’uso pratico, con un occhio di riguardo agli agenti autonomi, che oggi rappresentano la frontiera più avanzata del settore. Grazie alle collaborazioni con NVIDIA, Intel e AMD, HP ha messo insieme un catalogo che va dai laptop ultrasottili fino ai veri e propri supercomputer da scrivania.
I notebook OmniBook e il primo Mini AI PC con Thunderbolt Share
Partiamo dai portatili. I nuovi OmniBook Ultra 16 e OmniBook X 14 sono i primi dispositivi HP a montare la piattaforma NVIDIA RTX Spark, anch’essa appena svelata alla fiera. Si tratta di una combinazione interessante: una GPU ad alte prestazioni con architettura Blackwell affiancata da una CPU Arm Grace a 20 core, il tutto supportato da un massimo di 128 GB di memoria unificata. Numeri che permettono di far girare in locale modelli linguistici da 120 miliardi di parametri e di montare video in 12K, senza bisogno di appoggiarsi al cloud.
L’OmniBook X 14, in particolare, si fregia di un primato curioso: è il notebook RTX Spark più sottile al mondo. E nonostante la linea snella, promette un’autonomia capace di coprire l’intera giornata lavorativa, merito dell’efficienza dell’architettura Arm con supporto MediaTek. Entrambi i portatili garantiscono piena compatibilità nativa con Windows 11, frutto del lavoro a quattro mani tra NVIDIA e Microsoft.
Per chi invece preferisce una soluzione fissa ma ha poco spazio sulla scrivania, arriva HP OmniDesk Mini, definito il primo Mini AI PC al mondo con tecnologia Thunderbolt Share. Questa soluzione, di proprietà Intel, consente di collegare due computer tramite cavo Thunderbolt 4 o 5 per condividere in tempo reale schermo, mouse, tastiera e file a velocità elevatissima. Il dispositivo punta a mandare in pensione i vecchi tower grazie ai processori Intel Core Ultra Series 3 con NPU integrata, indispensabile per le applicazioni IA moderne. Pur compatto, supporta fino a quattro schermi in 4K e dispone di due porte Thunderbolt 4.
Workstation, supercomputer da scrivania e quando arriveranno
Il terzo capitolo riguarda i professionisti e gli sviluppatori, quelli con esigenze di calcolo davvero spinte. Qui HP ha tirato fuori la workstation compatta HP Z2 Mini G1a, equipaggiata con processori AMD Ryzen AI Pro serie 400 e il pacchetto software AMD Ryzen AI Halo, che mette a disposizione framework e modelli già pronti all’uso.
Non è finita. L’azienda ha annunciato anche un vero supercomputer da scrivania su ambiente Windows, spinto dal chip NVIDIA GB300 Grace Blackwell Ultra, perfetto per creare ed eseguire agenti IA sempre attivi. E per gli ambienti più delicati, quelli dove la sicurezza viene prima di tutto, ecco HP ZGX Nano: un sistema basato sul principio Zero Trust che limita fisicamente gli accessi wireless e le interfacce esterne, così che l’elaborazione IA resti tutta in locale, al riparo da occhi indiscreti.
Sui tempi, qualche indicazione c’è. Gli OmniBook Ultra e OmniBook X 14 dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno, anche se al momento mancano configurazioni precise e listini. Il mini PC OmniDesk Mini, invece, è atteso per il mese di agosto 2026. Pure in questo caso prezzi e dettagli definitivi sono ancora da svelare, e HP ha promesso di mostrare il dispositivo, finora rimasto nascosto, solo in prossimità del lancio.