HarmonyOS 7 è ufficiale, e Huawei ha deciso di scommettere praticamente tutto su quella che chiama intelligenza artificiale agentica. A presentare la novità è stato Yu Chengdong, presidente del Consumer Business Group, che ha descritto questo aggiornamento come una vera e propria rifondazione del software dell’azienda cinese. Non un semplice ritocco, insomma, ma un ripensamento dalle fondamenta.
Per capire la portata della cosa serve fare un passo indietro. HarmonyOS nasce nel 2019 come risposta alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti, che avevano tagliato fuori Huawei dal mondo Android. Da lì la strada è stata lunga: nel 2023 il sistema si è dotato di una serie di app native, fino a diventare uno dei principali sistemi operativi per smartphone in Cina. Oggi, con la versione 7, l’obiettivo dichiarato è il salto definitivo verso un software che non si limita a rispondere ai comandi, ma agisce in autonomia per portare a termine compiti complessi.
HarmonyOS 7: un sistema costruito attorno all’intelligenza artificiale
La differenza rispetto al passato sta tutta qui. HarmonyOS 7 è il primo sistema operativo dell’azienda progettato attorno a un’architettura pensata fin dall’inizio per l’IA, e non arricchito con funzioni artificiali aggiunte dopo, quasi come una toppa. Il componente più visibile di questa trasformazione è l’assistente virtuale Celia, che smette di essere un accessorio e diventa il fulcro dell’intera esperienza.
Celia ora è integrata a livello di sistema. Questo le permette di dialogare direttamente con le app, eseguire sequenze di azioni su più passaggi e interpretare richieste formulate in linguaggio naturale con una fluidità che prima non c’era. Dietro le quinte lavora la nuova versione del framework proprietario per gli agenti intelligenti, l’HarmonyOS Intelligent Agent Framework 2.0, ottimizzato proprio per gestire attività che richiedono una lunga catena di operazioni. Huawei dichiara un tasso di successo superiore al 90% nel completamento di questi compiti senza che l’utente debba muovere un dito.
Design spaziale, sicurezza e prestazioni
Sul fronte estetico arriva un linguaggio di design che Huawei definisce spaziale. L’idea è portare profondità e tridimensionalità sullo schermo grazie a tecniche di rendering software, quindi senza bisogno di display particolari. L’effetto si nota già nella schermata di blocco, dove la combinazione con lo sfondo crea una sensazione di profondità più immersiva. Anche pulsanti e cursori sono stati ridisegnati con effetti luminosi dinamici che reagiscono al tocco. Più di qualcuno ha notato somiglianze con il liquid glass visto su iOS 26, anche se Huawei rivendica un approccio più reattivo all’interazione.
Capitolo sicurezza, che qui pesa parecchio. HarmonyOS 7 integra una piattaforma anti-frode capace di analizzare QR code sospetti, riconoscere siti web potenzialmente fraudolenti, individuare app che imitano servizi legittimi e segnalare chiamate da numerazioni straniere falsificate. A questo si aggiunge un sistema di rilevamento vocale basato sull’IA, pensato per smascherare le truffe telefoniche.
Quanto alle prestazioni, Huawei parla di un miglioramento del 15% rispetto a HarmonyOS 6. Il guadagno arriva anche dall’introduzione di un modello linguistico di grandi dimensioni ottimizzato per gestire le risorse di sistema all’interno del motore Ark. Tradotto: avvio delle app più rapido, maggiore fluidità nei giochi e migliori prestazioni nello streaming.
Beta già aperta, debutto in autunno
Insieme all’annuncio, Huawei ha avviato il programma beta per sviluppatori su sette dispositivi: Mate 80 Pro, Mate X7, Mate XT Master, Pura 90 Pro Max, Pura X, Pura X Collector’s Edition e nova 15 Pro. Chi ha l’hardware compatibile può quindi già mettere le mani sulle nuove API e sulle funzioni del sistema.
Il rilascio della versione stabile per il grande pubblico è atteso per l’autunno del 2026. I primi smartphone a uscire di fabbrica con HarmonyOS 7 preinstallato saranno i modelli della serie Mate 90, il cui lancio in Cina è previsto nel mese di settembre.