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Halo Studios, l’extraction shooter cancellato con Brute e Flood

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Il franchise di Halo ora appartiene alla galassia Activision, ma un nuovo report getta luce su alcuni progetti rimasti nel cassetto prima del grande terremoto interno a Xbox. Tra questi spicca un extraction shooter ibrido, metà battle royale e metà sparatutto a estrazione, che sarebbe stato cancellato proprio durante lo sviluppo di Halo: Campaign Evolved. Un’idea curiosa, mai arrivata al pubblico, che racconta parecchio di quanto sia stata travagliata la storia recente dello studio.

Halo Studios ridotto all’osso dopo la ristrutturazione

Per capire il contesto bisogna partire da Halo Studios, di fatto svuotato con la vasta ristrutturazione di Xbox avvenuta il mese scorso. Oggi resta soltanto un piccolo gruppo di sviluppatori incaricato di seguire il supporto ai giochi della serie ancora attivi, gli eventi e un romanzo in arrivo. I licenziamenti sono arrivati appena qualche settimana dopo l’uscita di Halo: Campaign Evolved, il remake dedicato esclusivamente alla campagna del primissimo capitolo della saga.

Stando alle informazioni raccolte da un noto youtuber molto addentro alle dinamiche del settore, lo studio stava lavorando a un titolo multiplayer che fondeva le meccaniche del battle royale con quelle dell’extraction shooter. A raccontarlo sarebbero fonti anonime coinvolte proprio nei tagli di massa che hanno colpito la software house.

Tutto sarebbe nato con il misterioso Project Tatanka, un battle royale puro in produzione durante e dopo lo sviluppo di Halo Infinite. L’ambientazione prevista era un’enorme area giocabile che cuciva insieme diverse mappe multiplayer facilmente riconoscibili dai fan storici della serie.

Da Project Tatanka a Project Ekur, tra Spartan, Brute e Flood

Col tempo Project Tatanka si sarebbe trasformato in Project Ekur, un vero e proprio extraction shooter. L’idea era far atterrare più squadre su Zeta Halo, con la mappa destinata a restringersi progressivamente come accade nella maggior parte dei battle royale. Fin qui niente di troppo sorprendente, ma i dettagli successivi rendono il progetto decisamente più interessante.

I giocatori avrebbero potuto vestire i panni di uno Spartan dell’UNSC oppure, per la prima volta in assoluto, di un Brute dei Banished. Gli scontri sarebbero avvenuti sia contro altre squadre controllate da persone reali sia contro i Flood, la fazione zombie di Halo gestita dall’intelligenza del computer, capace di infettare intere porzioni della mappa. L’epidemia dei Flood non era pensata solo come elemento di gameplay. Avrebbe dovuto fungere anche da ponte narrativo verso un futuro Halo 7.

C’era poi spazio per la cooperazione. In alcuni momenti i partecipanti avrebbero potuto scegliere di unire le forze per affrontare un gigantesco boss della mappa, con un approccio simile agli eventi Invasion visti nel nuovo Gears of War.

Il ritorno al multiplayer classico e la cancellazione

Durante lo sviluppo di Halo: Campaign Evolved, però, lo studio avrebbe cambiato rotta. L’obiettivo diventò realizzare un multiplayer più tradizionale in stile Halo, costruito su Unreal Engine, e così quell’idea di extraction shooter finì per essere accantonata.

Nemmeno il nuovo progetto ha avuto miglior fortuna. Secondo il report anche questo multiplayer è stato alla fine cancellato, perché un numero crescente di sviluppatori è stato spostato a dare man forte alla produzione di Campaign Evolved, a sua volta piuttosto problematica.

Nel frattempo un veterano che ha guidato lo sviluppo di Halo ha avanzato alcuni suggerimenti su come Activision potrebbe davvero creare “il più grande gioco di Halo di sempre”. Tra le proposte figura quella di assumere persone di Bungie, di Halo Studios e altri professionisti rimasti senza lavoro dopo i licenziamenti.

Fonte: TecnoAndroid

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