GTA VI è diventato, suo malgrado, un magnete per truffatori di ogni tipo. L’attesa spasmodica attorno al nuovo capitolo Rockstar sta trasformando l’entusiasmo dei fan in un’occasione ghiotta per chi vuole svuotare portafogli e rubare dati. Secondo un’analisi di Kaspersky, da quando i preordini sono partiti, ovvero il 25 giugno, i criminali informatici hanno messo in piedi un vero e proprio arsenale di trappole. Siti fasulli, pagine di pagamento contraffatte, download di beta che non esistono e persino iniziative crypto costruite scopiazzando nome, logo e stile grafico del gioco.
Falsi preordini e beta che non esistono
La tecnica più diretta e forse anche la più insidiosa riguarda i falsi siti di preordine. Queste pagine sono confezionate con cura, riprendono trailer, immagini promozionali e tutto l’impianto grafico ufficiale, così da apparire credibili almeno a un primo sguardo distratto. L’utente viene invitato a cliccare su un pulsante per prenotare il gioco e, subito dopo, a inserire dati personali e informazioni di pagamento. Il finale lo si può immaginare: il titolo non arriva mai e i dati finiscono dritti nelle mani dei truffatori. Kaspersky ha segnalato pagine fraudolente in più lingue. In un caso è spuntato un sito in portoghese pensato per sembrare uno store PlayStation, completo di recensioni a cinque stelle inventate di sana pianta, classificazione per età e prezzo di preordine bello in vista. Il modulo chiedeva nome, email, numero di telefono, codice fiscale brasiliano e altri dati sensibili, prima ancora di arrivare al pagamento.
Poi ci sono le presunte beta di GTA VI, altra esca molto gettonata. Qui l’inganno passa spesso da video e social, con tutorial che spiegano come scaricare il gioco “in modo sicuro” e commenti costruiti apposta per dare l’impressione che il file sia autentico. Peccato che, una volta aperto, quel download possa compromettere il dispositivo, sottrarre dati sensibili, esporre gli account personali o installare malware che lavora in background senza farsi notare.
Occhio anche alle criptovalute sospette
Un’altra variante gira attorno alle criptovalute. Kaspersky ha individuato almeno un sito sospetto che spingeva un token legato, nel nome e nell’aspetto, a GTA VI. Anche in questo caso l’obiettivo è sfruttare l’associazione visiva con il gioco per convincere gli utenti a interagire con una pagina tutt’altro che affidabile, con il rischio concreto di perdere i propri asset digitali. È il classico trucco che punta sull’hype più che sulla sostanza.