La fusione nucleare ha trovato un nuovo alleato di peso, e non è un nome qualsiasi. Google ha deciso di mettere soldi in Proxima Fusion, la startup tedesca che in questi mesi si è guadagnata la nomea di realtà più ambiziosa del settore in Europa. L’azienda ha appena chiuso un round di finanziamenti da 411 milioni di euro, una cifra che la porta a una valutazione complessiva di 2,4 miliardi di euro. Numeri che raccontano bene quanto ci si aspetta da questa tecnologia.
Con questi capitali freschi, Proxima Fusion diventa a tutti gli effetti la startup per la fusione nucleare più finanziata del continente. Non un primato da poco, considerando che parliamo di un ambito dove i soldi bruciano in fretta e i risultati arrivano dopo anni di lavoro. La partecipazione di Google in questa raccolta è il segnale più chiaro che i grandi colossi tecnologici hanno iniziato a guardare seriamente a questa strada, forse spinti anche dalla fame di energia dei loro data center e dei sistemi di intelligenza artificiale.
Il reattore Alpha e la strada verso l’energia pulita
I fondi appena raccolti hanno una destinazione precisa. Serviranno per costruire Alpha, il reattore dimostrativo che l’azienda intende realizzare a Monaco di Baviera. Si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso che porta dalla teoria alla pratica, perché una cosa è dimostrare che la fusione funziona sulla carta, un’altra è costruire un impianto che lo faccia davvero.
L’idea alla base della fusione nucleare è quella di riprodurre sulla Terra il processo che alimenta il Sole, ottenendo enormi quantità di energia senza le scorie radioattive a lunga vita che si associano alla tradizionale fissione. Un obiettivo che gli scienziati inseguono da decenni, con risultati sempre più incoraggianti ma ancora lontani dall’applicazione commerciale su larga scala.
Il fatto che una realtà europea riesca ad attrarre capitali di questa portata dice molto anche sulla capacità del vecchio continente di restare competitivo in un campo che vede protagonisti soprattutto gli Stati Uniti. La presenza di un investitore come Google accanto a Proxima Fusion aggiunge peso specifico a un progetto che ora ha le risorse per passare dalla fase progettuale a quella costruttiva.
Il reattore Alpha rappresenta la scommessa centrale dell’azienda tedesca. Dalla sua riuscita dipenderà molto del futuro della startup e, in parte, delle ambizioni europee nel settore energetico del domani. La costruzione a Monaco di Baviera sarà quindi il banco di prova su cui misurare la solidità di tutto il lavoro fatto finora.