Capita spesso, soprattutto nelle grandi organizzazioni, di provare a collegarsi a una riunione su Google Meet e ritrovarsi bloccati da un messaggio che dice che il meeting è pieno. Una situazione frustrante, specialmente quando si tratta di eventi importanti. Ora però le cose stanno per cambiare, perché Google ha introdotto un aggiornamento piuttosto intelligente per le riunioni affollate: invece di escludere chi arriva dopo il raggiungimento del limite massimo di partecipanti attivi, il sistema reindirizzerà automaticamente queste persone verso una diretta live collegata alla stessa riunione. Questo significa che anche chi non riesce a entrare come partecipante vero e proprio potrà comunque seguire tutto quello che succede, senza perdere nemmeno un minuto.
La funzione fa parte dei cosiddetti meeting “adattivi”, una nuova modalità pensata per rendere più gestibili gli eventi con tantissime persone collegate. Quando il numero di utenti con microfono e videocamera abilitati raggiunge il tetto massimo, Google Meet non sbatte più la porta in faccia a nessuno. Semplicemente, chi si collega dopo viene spostato in una modalità di visualizzazione in streaming. È un po’ come passare dalla platea al balcone: si vede e si sente tutto, anche se non si è seduti in prima fila.
Non solo spettatori: cosa si può fare dalla diretta live
La cosa interessante è che chi finisce nello streaming non è condannato a restare completamente passivo. A seconda delle impostazioni scelte dall’organizzatore, sarà possibile interagire attraverso la chat, le reazioni, i sondaggi e le sessioni di domande e risposte. Insomma, non è la stessa esperienza di chi partecipa attivamente con audio e video, ma è comunque qualcosa di molto più utile rispetto al semplice “mi dispiace, la riunione è piena, riprova più tardi”.
Per attivare questa modalità, chi organizza la riunione dovrà aggiungere il live stream direttamente dall’evento creato in Google Calendar. Poi, all’interno dei controlli di Google Meet, bisogna abilitare l’opzione “Make the meeting adaptive”. Non è quindi qualcosa che si attiva da solo: serve un’azione consapevole da parte dell’host, il che ha senso perché non tutte le riunioni hanno bisogno di questa funzionalità.
Chi può usare questa funzione e quando arriva
La novità non è disponibile per tutti gli account. Al momento, la funzione è riservata agli utenti Google Workspace con piani Enterprise Starter, Standard e Plus, oltre ad alcuni account Education. Chi ha un account gratuito, almeno per ora, resta fuori dal giro.
Per quanto riguarda la disponibilità, il rilascio è già partito per i domini con profilo Rapid Release. Per quelli con profilo Scheduled Release, invece, il rollout è previsto a partire dal 20 maggio. Google Meet si conferma quindi in costante evoluzione, e questa novità sui meeting adattivi risponde a un problema che chi lavora in aziende medio grandi conosce fin troppo bene: trovarsi tagliati fuori da una riunione importante semplicemente perché qualcun altro si è collegato qualche secondo prima.