I ritardi nelle risposte di Google Home sono diventati, negli ultimi giorni, uno dei grattacapi più segnalati da chi usa l’assistente vocale in casa. Il problema è tanto banale nella descrizione quanto fastidioso nell’uso quotidiano, perché i dispositivi arrivano a impiegare fino a un minuto per rispondere a una semplice richiesta, oppure si scollegano del tutto. La buona notizia è che a Mountain View si sono già messi al lavoro per sistemare il bug.
Cosa succede ai dispositivi coinvolti
Le prime segnalazioni hanno iniziato a circolare all’inizio di questa settimana, con un tono che oscillava tra la frustrazione e la rassegnazione. Su Reddit diversi utenti hanno raccontato la stessa esperienza: tempi di attesa lunghissimi, nell’ordine di almeno 20 secondi, con l’assistente vocale che sembrava prendersi tutto il tempo del mondo prima di dire qualcosa. E la cosa peggiore è che il problema restava lì anche dopo aver provato il classico reset, quella mossa che di solito risolve buona parte delle grane tecniche.
Uno degli utenti ha descritto la situazione in modo piuttosto chiaro. Si trattava del suo primo dispositivo Google Home, affiancato ad alcune luci Philips Hue già installate in casa. Dopo aver configurato l’altoparlante, bastava chiedere che tempo avrebbe fatto per ritrovarsi ad aspettare 20 o 25 secondi prima di ottenere una risposta. Un reset di fabbrica non ha cambiato le cose, con i tempi che rimanevano comunque oltre la soglia dei 20 secondi.
La soluzione è in arrivo
A rendere la vicenda meno pesante c’è il fatto che il malfunzionamento è stato riconosciuto e preso in carico. Google sta infatti lavorando a una soluzione per rimettere in sesto i dispositivi che non rispondono come dovrebbero, così da riportare i tempi di reazione entro limiti accettabili e sistemare anche le disconnessioni improvvise che tanto hanno infastidito chi usa questi prodotti ogni giorno.
Il quadro, per ora, è quello di un problema circoscritto ma abbastanza diffuso da aver acceso più di una discussione online. I ritardi nelle risposte toccano l’esperienza d’uso nel punto più delicato, ovvero l’immediatezza che ci si aspetta da un assistente vocale. Quando si chiede qualcosa a voce alta, l’idea è di ricevere una risposta praticamente subito, non di restare in attesa contando i secondi.
Chi ha uno di questi altoparlanti in casa dovrebbe quindi vedere le cose migliorare mano a mano che l’intervento correttivo verrà distribuito. Nel frattempo, il consiglio implicito che emerge dalle segnalazioni è di non affannarsi con reset ripetuti, visto che finora non hanno prodotto gli effetti sperati sul comportamento dei dispositivi.