Google Health è finito sotto accusa praticamente da subito, e ora Google lo riconosce apertamente. L’app che ha preso il posto di Fitbit non ha convinto chi la usava ogni giorno, tanto che su Reddit sono spuntati post che la definiscono “rovinata” e “spazzatura”, mentre sul Play Store è partita una vera e propria campagna organizzata di recensioni negative. Le critiche più pesanti riguardano il tracker alimentare, il tracciamento degli allenamenti e la presunta perdita di dati. Su quest’ultimo punto, però, Google ci tiene a precisare: i dati ci sono ancora, sono semplicemente stati spostati altrove dentro l’app.
Per provare a calmare le acque, l’azienda ha pubblicato una roadmap pubblica con tutti i fix e le migliorie in arrivo. È una lista lunga, che tocca quasi ogni angolo dell’applicazione. Vale la pena conoscerla, soprattutto per chi possiede un Fitbit Air o apre Google Health di continuo.
Allenamenti, cibo e sonno: cosa cambia davvero
Alcune correzioni sono già in distribuzione in questi giorni. Il problema più segnalato riguardava le corse classificate per errore come allenamenti generici: Google sta sistemando l’etichettatura e aggiunge anche i dati per chilometro nei riepiloghi. A ruota arriveranno tempi di caricamento più rapidi per le mappe degli esercizi e la correzione dei dati incompleti nelle esportazioni TCX, un fastidio noto a chi usa Fitbit Air con GPS connesso o più dispositivi insieme. Anche i log duplicati, che spuntano quando si collegano app di terze parti sia tramite Health Connect sia direttamente all’app, verranno risolti. E il rilevamento automatico degli esercizi con Fitbit Air, in generale, continuerà a migliorare col tempo.
Il food tracker è l’area che ha raccolto più malumori, e dalla roadmap si capisce che Google lo sa benissimo. Stanno arrivando la creazione e la visualizzazione di alimenti personalizzati, più opzioni per cancellare i log e la possibilità di vedere il nome della fonte di terze parti direttamente nel dettaglio di ogni alimento. Chi usa MyFitnessPal, Cronometer o LoseIt troverà anche una correzione per i tipi di pasto, oggi catalogati tutti come “Altro”: un dettaglio piccolo, ma seccante per chi vuole distinguere colazione, pranzo e cena.
Sul monitoraggio del sonno arriva una vista aggregata delle 24 ore che mostra insieme sonno principale e pisolini, rendendo questi ultimi più facili da trovare, con tanto di opzioni per eliminare le sessioni. Verrà ritoccata anche la barra dell’irrequietezza notturna per avvicinarla a quella dei risvegli e migliorare il rilevamento dei microrisvegli.
Coach AI, Pixel Watch e nuove aperture
Per i Pixel Watch c’è un fix mirato: l’app sovrastima le calorie bruciate, e questo verrà corretto. In arrivo pure i grafici per gli obiettivi di passi orari, nelle schede Oggi e Salute, oltre alla soluzione del bug che fa sparire il Sleep Score ad alcuni utenti.
Il Coach AI, il cuore della nuova esperienza, cambierà tono e comportamento. Messaggi più concisi, più grafici e mappe, e basta commenti su ogni camminata breve. Migliorerà anche la memoria: se gli si dice “smettila di menzionare X”, stavolta se lo ricorderà davvero. Sui piani fitness Google ammette che il sistema attuale, basato su obiettivi settimanali flessibili, non piace a chi vuole più struttura: entro la fine dell’anno torneranno i programmi settimanali strutturati, insieme al supporto per registrare log e temperatura corporea tramite Ask Coach.
C’è poi un nodo pratico che blocca la migrazione degli account famiglia: i genitori non possono spostare il proprio profilo senza prima gestire quelli dei figli. La soluzione è attesa a giugno. Due novità interessanti riguardano infine l’interoperabilità: arriverà la condivisione dati con Apple Health e la possibilità di usare strumenti a riga di comando sull’archivio personale, una funzione di nicchia ma rivolta agli utenti più tecnici.
La roadmap resta pubblica e aggiornabile, segnale di trasparenza, anche se i tempi dichiarati andranno verificati. Il punto vero è un altro: Google ha imposto una transizione forzata a milioni di persone abituate a un’app consolidata, e una lista di fix, per quanto lunga, non cancella la frustrazione di chi ha perso flussi di lavoro costruiti negli anni. Ne sa qualcosa Sonos.