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Google ha deciso di integrare Antigravity direttamente nell’app Gemini per macOS, con un aggiornamento corposo che arriva in concomitanza con il rilascio di Gemini 4 Argon. Chi lavora su Mac può quindi accedere all’ambiente di sviluppo dell’azienda senza dover aprire un programma separato, perché tutto passa ora dalla stessa finestra in cui si dialoga con l’assistente.
Il cambiamento non è di poco conto. Fino a oggi Antigravity viveva per conto suo, come applicazione autonoma, mentre adesso entra a far parte dell’esperienza di Gemini su macOS insieme a una serie di ritocchi all’interfaccia e ad alcune funzioni che cambiano nome.
Antigravity dentro Gemini, cosa cambia per chi sviluppa su Mac
Per chi non lo conoscesse, Antigravity è la piattaforma di sviluppo di Google costruita mettendo gli agenti al centro di tutto. La versione 2.0 è stata presentata durante l’I/O 2026 e fino a questo momento era disponibile come app indipendente per Mac, Windows e Linux, oltre che, più di recente, per Googlebook su base Android. Da maggio in poi l’azienda ha spinto parecchio sull’acceleratore, con aggiornamenti importanti distribuiti ogni settimana e talvolta persino a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.
Ora questo strumento trova posto anche nell’app Gemini per macOS. In alto a destra compare una nuova pillola in stile Liquid Glass dedicata ad Antigravity e lo stesso pulsante serve anche per uscire e tornare alla normale schermata dell’assistente. Una volta premuto si apre l’esperienza completa, identica a quella offerta dall’applicazione dedicata, quindi senza versioni ridotte o funzioni tagliate.
Google motiva questa integrazione con le capacità di programmazione potenziate di Gemini 4 Argon. Il nuovo modello permette infatti di creare app, esperienze web e molto altro restando all’interno di un unico programma, senza saltare da una finestra all’altra. C’è però un dettaglio legato agli abbonamenti che conviene tenere presente. Da oggi il nuovo modello nell’app Gemini richiede almeno il piano AI Pro, mentre per usare Antigravity serve il livello superiore, cioè AI Ultra.
Nuova interfaccia, Task al posto di Spark e menzioni per le Skills
L’aggiornamento dell’app per Mac non si ferma ad Antigravity. Arriva anche un nuovo selettore che permette di passare tra Chat e Task, dove quest’ultima voce non è altro che il nuovo nome scelto per Gemini Spark. Il commutatore si trova sotto la casella in cui si scrivono le richieste, in una posizione piuttosto comoda da raggiungere.
Anche il pannello di navigazione laterale cambia volto in modo evidente. La ricerca è stata spostata nell’angolo in alto a destra del pannello e fa la sua comparsa una nuova vista chiamata Scheduled, che raccoglie in un solo posto sia le attività di Spark sia le azioni pianificate. Una scelta che mette ordine tra due funzioni che prima restavano separate.
Cambia pure il modo di richiamare le Skills. Il comando con la barra, cioè il simbolo /, lascia spazio alla chiocciola @, la stessa usata per le menzioni. Nel pannello laterale c’è poi una voce “Customize” che dà accesso sia alle Skills sia ai Connectors, nuova denominazione di quelle che finora si chiamavano Connected Apps.
Per vedere tutte queste novità, incluso l’accesso ad Antigravity per chi ha l’abbonamento giusto, occorre avere installata l’ultima versione dell’app Gemini per macOS.
Fonte: TecnoAndroid








